Maurizio Crosetti, ཿla Repubblica 27/12/2003;, 27 dicembre 2003
"Guardavo i giocatori dal balcone e non li capivo, mi sembravano gente strana, una cosa da vecchietti o da snob
"Guardavo i giocatori dal balcone e non li capivo, mi sembravano gente strana, una cosa da vecchietti o da snob. E poi la fatica di spingere quei carrellini assurdi. A pranzo li sbirciavo, e avevo la curiosità di provare. Però non ci sono ferri per i mancini, è più difficile. Finché un giorno mi arrivò da Roma uno strano regalo, cioè un set di ferri adatti a me. Li lasciai per un po´ in magazzino, e un giorno dissi: vado anch´io. La prima pallina la centrai, però andò dove voleva lei. Allora comprai dodici secchielli per un totale di 480 palline, e le presi a mazzate per tutto il pomeriggio. La sera, nel letto, continuavo a pensarci e non riuscii a dormire. La mattina dopo ricominciai, da autodidatta. Gli amici mi correggevano, io leggevo il regolamento del golf su un libriccino e ormai gioco da dieci anni, forse perché questo sport mi assomiglia: si fa da soli. Anche in campo ero così, individualista" (la passione per il golf di Gigi Riva).