Maurizio Crosetti, ཿla Repubblica 19/12/2003;, 19 dicembre 2003
"Eravamo a Catanzaro, e l´arbitro Concetto Lo Bello dirigeva la sua duecentesima partita in serie A
"Eravamo a Catanzaro, e l´arbitro Concetto Lo Bello dirigeva la sua duecentesima partita in serie A. Ultimi secondi di gioco, c´è una rimessa per loro, la tocca Tomasini e la palla torna chissà come verso di me che sono un po´ in ritardo. Ricordo che pensai "ora tiro una gran legnata e la sbatto in tribuna, poi l´arbitro fischia ed è finita", e così feci. Solo che ne venne fuori un tiro fantastico, diretto all´incrocio dei pali, naturalmente della nostra porta. Lì c´era Brugnera che parò con la mano, e Lo Bello indicò il dischetto. Io corsi verso di lui e gli dissi ”ma come, ora dà il rigore”?, e Lo Bello mi guardò rispondendo: ”Mi dica lei, signor Niccolai, cosa dovrei fare”. Adesso ci rido, ma il giorno dopo il Guerin Sportivo titolò ”Niccolai è impazzito”. Non uscii di casa per due giorni" (Comunardo Niccolai, stopper del Cagliari campione d’Italia 1970 e artefice degli autogol più clamorosi nella storia del calcio italiano).