Guido Mattioni, "il Giornale" 2/11/2003., 2 novembre 2003
Il museo dei flop commerciali fondato dallo scozzese-americano Robert McMath: 80 mila pezzi esposti, pari a 4 miliardi di dollari di investimenti andati in fumo
Il museo dei flop commerciali fondato dallo scozzese-americano Robert McMath: 80 mila pezzi esposti, pari a 4 miliardi di dollari di investimenti andati in fumo. Tra gli altri, le "Fresh roasted peanuts" del colosso americano Planter’s (una confezione sottovuoto identica a quella del caffè che finì per confondere i consumatori), i "Singles" della Gerber Foods (pasti monodose per gente sola, furono scambiati per omogeneizzati), una superflua vinaigrette in confezione spray, improbabili cracker al cioccolato, un equivoco dopobarba alla vaselina. In ogni caso, secondo McMath tale museo «al dilà di tutto, è un giacimento di idee. Perché questa è pura ingenuità americana al lavoro».