Varie, 15 dicembre 2003
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Masopust Josef
• Strimice (Repubblica Ceca) 9 febbraio 1931. Ex calciatore. Pallone d’Oro 1962, subito dopo aver conquistato il secondo posto al Mondiale disputato in Cile. Dopo aver giocato, è diventato allenatore accumulando una serie di esperienze con lo stessa Dukla e la Nazionale. «Nato a Strimice (un villaggio che non esiste più perché raso al suolo per far posto a una miniera) e messosi in luce nel Teplice, fu dirottato al Dukla, la squadra dell’esercito, nell’interesse del calcio del paese (lui avrebbe preferito lo Slavia). Non tardò a esprimere le proprie qualità di centrocampista completo, che alla tecnica raffinata e a una chiara visione di gioco univa una grande generosità e doti atletiche straordinarie (agli allenamenti normali soleva aggiungere lunghe corse nei boschi) che gli consentivano di giocare a tutto campo [...]» (Enciclopedia dello Sport,Treccani). «Masopust è stato il più grande calciatore cecoslovacco della sua generazione. Originariamente era una mezzala sinistra, la cui intesa con Ladislav Novák e Svatopluk Pluskal è stata fondamentale per i successi della nazionale e del club dell’esercito, il VTJ Dukla Praha. Ha vinto otto campionati e tre coppe nazionali con il Dukla. Poi Masopust è diventato centrocampista centrale portando la Cecoslovacchia alla finale dei Mondiali del 1962. [...] In totale ha giocato 63 partite in nazionale segnando 10 gol» (www.uefa.com 9/2/2005). «[...] uomo ovunque, piazza lanci millimetrici per le punte e sa anche pungere [...]» (Dizionario dei Mondiali, La Stampa). «Il mediano dal lancio telecomandato, il personaggio che spaventò per qualche minuto il Brasile di Garrincha ai Mondiali del ’62, Cecoslovacchia in vantaggio proprio con un suo gol prima del dilagare dei sudamericani e del 3-1 finale in Cile. [...] Giocava nel Dukla Praga, Masopust. Era la squadra più forte della storia della Cecoslovacchia calcistica, un Paese agli albori della mitica Primavera, quando i carri armati erano ancora lontani dall’arrivare a Praga e molte illusioni e tante speranze andavano ancora in giro da quelle parti. Con il pallone, quella di allora fu forse la Cecoslovacchia più forte di sempre anche se nella bacheca c’è pure un primo posto all’Europeo ’76 (quello del cucchiaio su rigore di Panenka) e un secondo nel ’96, già nell’era Nedved. Masopust il Pallone d’oro lo vinse soprattutto per quanto si era visto in quel lontano Mondiale, che in Italia andava in differita televisiva due giorni dopo. ”Sono stato eletto come il più grande giocatore di calcio della Cecoslovacchia nell’ultimo secolo”, dice Masopust pronto però a battere in ritirata: ”Non mi dovete convincere, lo dico io: Pavel Nedved è più forte di me. [...] Il tiro. Io non è che tirassi male, da 10-15 metri potevo far gol, e ne ho fatti anche. Lui è diverso, lui ha l’istinto del gol, anche con una botta da lontano, magari da 25-30 metri”» (Valerio Piccioni, ”La Gazzetta dello Sport” 13/12/2003).