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 2003  dicembre 15 Lunedì calendario

DE

DE BENOIST Alain Saint-Symphorien (Francia) 11 dicembre 1943. Filosofo • «[...] padre della Nouvelle Droite [...]» (Massimo Ciulllo, ”Il Foglio” 9/2/2010) • «Colto, anzi coltissimo, della destra culturale ha attraversato ogni territorio con l’attenzione dell’intellettuale e del militante. Intendiamoci. La parola militante qui va presa nella sua evanescente consistenza che questi nostri tempi le conferiscono. Militante di che cosa? De Benoist non segue partiti, non si identifica con grandi ideologie. Scrive libri, dirige una rivista, partecipa ai convegni in giro per l’Europa. Ma nel fondo è un isolato. Il che per essere stato considerato il teorico della ”nouvelle droit” è una cosa un tantino strana. Si riconosce nella definizione di teorico della ”nuova destra"? ”Sempre meno. Anzitutto perché quello che scrivo nasce da convincimenti personali. Non ritengo di essere il portavoce di nessuno. Inoltre perché non mi sono mai pienamente riconosciuto in questa etichetta che non è una mia definizione ma il modo con cui la grande stampa ha reso popolare certe posizioni. [...] ”Nuova Destra” ha una risonanza immediatamente politica. Mentre io non sono un politico di professione, ma un intellettuale e un teorico. Infine è una definizione che mi confina nel recinto della ”destra”, termine che non ha mai avuto un significato unitario e del quale si possono dare le definizioni più contrastanti. [...] Ero un adolescente durante la guerra d’Algeria. All’università gran parte dei miei amici erano di sinistra, anche estrema. Non desideravo imitarli. Anche se un certo numero di sentimenti mi spingeva nella stessa direzione. Sospetto che certe letture siano state fondamentali, in primo luogo quella di Nietzsche. In seguito ho percorso un itinerario complesso, ma ammetto che, per le mie scelte, la curiosità ha sempre giocato un ruolo determinante [...] Se non è di destra né di sinistra, dove dovremo collocare il suo pensiero? ”Né di destra né di sinistra non vuol dire molto. Sarebbe meglio dire: ”e di destra e di sinistra’. Ma poi perché questo desiderio ostinato di attribuire etichette a delle opere che non valgono se non per il loro contenuto? Quando leggo Claude Lévi-Strauss, Jean Baudrillard, Peter Sloterdijk, Ulrich Beck, Massimo Cacciari o Pietro Barcellona, mi interesso a ciò che dicono e nient’altro. Ed è lo stesso trattamento che io chiedo per me” [...]» (Antonio Gnoli, ”la Repubblica” 14/12/2003).