ཿLa Gazzetta dello Sport 12/12/2003;, 12 dicembre 2003
"Ho visto nei giorni scorsi l’immagine del collo di Michael Schumacher con il tatuaggio della divinità indiana con sembianze di un elefante: ebbene mi sono indignata per la superficialità di un corridore che fino ad oggi ritenevo rispettabile
"Ho visto nei giorni scorsi l’immagine del collo di Michael Schumacher con il tatuaggio della divinità indiana con sembianze di un elefante: ebbene mi sono indignata per la superficialità di un corridore che fino ad oggi ritenevo rispettabile. Chi viaggia a 300 all’ora e ha sempre salvato la pelle, avrebbe dovuto, a mio parere, proprio perché oggetto delle attenzioni e dell’adorazione di tanti e tanti giovani, se non proclamarsi cristiano almeno mantenersi neutrale. A quanto pare Schumacher è convinto che fino a oggi non ci sia stata una mano protettrice sulla sua testa, ma che il merito della sua incolumità gli venga solo da se stesso. Se fossi Dio mi farei da parte e passerei il compito alla divinità che sembra convincere maggiormente il ”gigante” del bolide rosso. Che sia proprio vero che il denaro rovina il carattere?" (lettera di Giovanna Malcotti Röhm, Tübingen. a ”La Gazzetta dello Sport”).