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 2003  dicembre 04 Giovedì calendario

L’ultima notizia, a proposito del confronto fra i sessi, arriva dagli Stati Uniti: secondo Turhan Canli, dell’Università statale di New York, il cervello femminile riuscirebbe meglio di quello maschile a percepire e a richiamare alla mente gli eventi che l’hanno emozionato

L’ultima notizia, a proposito del confronto fra i sessi, arriva dagli Stati Uniti: secondo Turhan Canli, dell’Università statale di New York, il cervello femminile riuscirebbe meglio di quello maschile a percepire e a richiamare alla mente gli eventi che l’hanno emozionato. A che può servire questa particolare sensibilità? Per esempio, tra le quattro mura di casa, per rinfacciare al marito con dovizia di particolari le trascorse liti coniugali. Ma l’autore della ricerca non ci ha risparmiato l’altra faccia della medaglia: rivivere le emozioni potrebbe avere un effetto devastante, la depressione. Le donne ne soffrono con una frequenza tripla rispetto agli uomini. Un fattore scatenante è proprio il continuo rimuginare. Significa che esistono differenze fra il cervello maschile e quello femminile? «Piccole differenze ci sono, ma in sostanza è uguale» rassicura lo psichiatra Paolo Pancheri, dell’Università La Sapienza di Roma. Le donne, però, avrebbero un’arma in più: un grosso corpo calloso. «Si tratta del ponte nervoso che collega i due emisferi cerebrali, il destro dell’intelligenza emotiva e il sinistro, più logico e razionale. Una struttura che, nella donna, è più spessa e che potrebbe indicare una maggiore connessione tra la sfera emotiva e quella razionale». L’accoppiata pensiero-emotività potrebbe spiegare il famoso sesto senso femminile. Le donne, più capaci di cogliere le situazioni nella loro globalità, potrebbero essere particolarmente adatte ai ruoli di comando. «Probabilmente sarebbe meglio avere un presidente degli Stati Uniti donna» ammette Pancheri. E pensare che ci hanno sempre detto che a fare un capo è il testosterone, l’ormone maschile per eccellenza, quasi un sinonimo di aggressività e prevaricazione. Ma gli stereotipi attorno alle differenze di genere sono molti, e la sopravvalutazione del testosterone è uno di questi. Prima di tutto l’uomo non ne ha l’esclusiva. Anche noi ne abbiamo un po’. Certo, molto, molto di meno: tra i 20 e i 70 nanogrammi per cento millimetri di sangue, contro i 400-700 nanogrammi dell’uomo. Ma questo non significa che siamo tutte creature eteree, pacifiche e fragili. aggressive, a parole Natalie Angier, nel suo libro Donna (2001), edizioni Tea, riporta alcune ricerche effettuate su bambini e bambine che dimostrano come queste ultime non si fanno valere a suon di pugni, ma prediligano l’aggressività verbale, valendosi di parole taglienti e spargendo voci malevole. «L’efficacia dell’aggressione indiretta» scrive la Angier «è legata al livello dell’intelligenza sociale di una persona: quanto più sofisticato è l’individuo, tanto più brillante sarà il suo uso delle coltellate nella schiena». Insomma, le bambine sarebbero sveglie almeno quanto i maschietti. Segue l’accorato appello della Angier: «Dobbiamo scuoterci dal giogo del testosterone e dalla sensazione di non poterne fare a meno per tirare avanti, liberarci dall’idea che gli uomini abbiano il monopolio sull’ormone della libido, l’ormone dell’aggressività, l’ormone degli eroi. Non è così. Non c’è nulla da temere dal testosterone». In effetti, in Papua Nuova Guinea, tra i Vanatinai, una delle società più ugualitarie e meno stratificate che esistano, le donne non sono proprio delle signore. Si comportano come gli uomini, tirando calci e pugni per dimostrare la loro collera. Gli uomini, però, mantengono il non invidiabile primato mondiale dei crimini violenti, commettendo il 90 per cento degli omicidi, l’80 di scippi e quasi il cento per cento degli stupri. E pensare che al concepimento anche loro sono delle femminucce. prima di adamo c’era eva Avete capito bene. Prima di Adamo c’era già Eva. Le donne sono il capitolo primo. un fatto biologico: senza l’intervento degli androgeni, il feto è destinato a svilupparsi più o meno in una bambina. Tutte le cellule del corpo umano hanno 46 cromosomi: 22 coppie uguali tra loro. La 23esima coppia è composta da un cromosoma X e uno Y nei maschi, e due X nelle femmine. il cromosoma Y a creare l’uomo. Normalmente, al quarto mese di gravidanza, in presenza di questo cromosoma, l’ipotalamo, alla base del cervello, ordina alla ghiandola ipofisaria di stimolare i testicoli a rilasciare testosterone e altri ormoni. Senza questa cascata ormonale anche i maschi presenterebbero gli abbozzi di una vulva, di una vagina, e un cervello femminile. «All’origine della vita fetale tutti abbiamo lo stesso tipo di cervello» conferma lo psicobiologo Alberto Oliverio. «Solo dopo qualche mese di gravidanza il cervello del maschio evolve grazie agli androgeni, assumendo un aspetto asimmetrico, con l’emisfero sinistro più sviluppato. Qui risiede il centro del linguaggio, ma non significa che i maschi sappiano parlare meglio. Anzi, dai test sembra che ad avere una più spiccata attitudine alle parole sia la donna, mentre l’uomo avrebbe migliori capacità visivo-spaziali, come ruotare mentalmente una figura nello spazio. Uomini e donne utilizzano strutture diverse per funzioni analoghe». Per fortuna, nessuno crede più, come nell’Ottocento, che man mano che si sviluppa il cervello, si atrofizzino le ovaie. A quel tempo i biologi e i medici erano convinti che l’encefalo delle donne fosse più piccolo. E che tutte le energie fossero impiegate per far funzionare utero e ovaie. Oggi l’ultimo baluardo da abbattere sono i muscoli. Una donna troppo muscolosa viene definita mascolina, come se la forza fosse un attributo maschile. Ma anche noi ne abbiamo bisogno! Se non più degli uomini, per proteggere le ossa e garantirci una vecchiaia sana. Ma, per quanto una donna si alleni, non potrà mai raggiungere la forza di un uomo della sua taglia. Gli uomini sono più muscolosi per via del solito testosterone, che è un ormone anabolizzante, costruisce cioè tessuto muscolare. In ogni caso, le differenze di corporatura non sono poi così spiccate: l’uomo medio è solo di circa il 10 per cento più alto e del 20 per cento più pesante della donna media, mentre tra gli oranghi e i gorilla i maschi sono almeno il doppio delle femmine. Magra consolazione, in vette allo sport ci sono ancora loro. Ma sarà sempre così? meno atletiche più longeve Brian Whipp e Susan Ward dell’Università della California sono convinti che entro cinquant’anni le atlete raggiungeranno i colleghi maschi. Osservando le tendenze nella corsa agonistica a partire dagli anni Venti, i due hanno verificato che le prestazioni femminili sono migliorate a una velocità di due o tre volte superiore a quella dei maschi. Nonostante questo, le donne sono indietro in tutte le discipline, anche nella maratona, dove potrebbero avere qualche chance in più. Con una superficie corporea più piccola, infatti, resistono meglio al caldo e consumano meno carboidrati, soprattutto negli esercizi prolungati. Ma hanno sempre una zavorra di grasso in più di quello degli uomini, inutili fanghi, aerobica e cremine anticellulite. Inoltre, ossigenano peggio i tessuti a causa della percentuale minore di eritrociti nel sangue. Battute nelle prestazioni atletiche, le donne hanno però una marcia in più nella longevità. In occidente, l’aspettativa media di vita è 81 anni, sette in più degli uomini. E la distanza sembra destinata ad aumentare. Nel 2030 potrebbero raggiungere i 110 anni, dieci in più degli uomini. «Forse è perché resistono meglio agli stress della vita moderna» ipotizza il gerontologo Carlo Vergani. «Gli ormoni femminili proteggono le donne da malattie cardiovascolari, e accumulano calcio nelle ossa. L’uomo è un animale da soma, un gallo che porta il cibo al pollaio. La donna è molto più complessa, ha un mondo psico-affettivo molto ricco. E questa, secondo me, è una superiorità». ADDIO MASCHI? Migliori o peggiori, degli uomini le donne non si sentono ancora di fare a meno. Nonostante l’ipotesi paventata dalla rivista ”New scientist”: il maschio della specie Homo rischia l’estinzione, lasciandoci in seri guai. Ironia della sorte, proprio a causa del suo superdotato cromosoma Y, una specie di bomba a orologeria. Contrariamente alla tradizione biblica, che vuole la donna creata da una costola di Adamo, fu il cromosoma Y, circa 300 milioni di anni fa, a originarsi da quello X. E da allora è diventato sempre più fragile. Da quando è comparso, ha perso 1.500 geni: 5 geni in meno ogni milione di anni. Dei 4.000 originari, gliene sono rimasti solo 50. A questo ritmo, potrebbe perdere l’ultimo gene entro 5-10 milioni di anni, cancellando per sempre i maschi, e con loro l’umanità. Speriamo che nel frattempo l’evoluzione escogiti qualche stratagemma, altrimenti dovremmo imparare a cavarcela da sole, utilizzando nuove tecnologie riproduttive fai da te, sul tipo della clonazione. Speriamo vivamente di doverne fare a meno. Anche se donna è meglio, preferiamo tenerci i nostri uomini. Isabella Vergara