Macchina del Tempo, dicembre 2002 (n.12), 4 dicembre 2003
L’astrofisico Jacob Trombka, del Nasa’s Goddard Space Flight Centre, Maryland, ha pensato di utilizzare la spettrometria a raggi X per risolvere i più complicati casi di omicidio
L’astrofisico Jacob Trombka, del Nasa’s Goddard Space Flight Centre, Maryland, ha pensato di utilizzare la spettrometria a raggi X per risolvere i più complicati casi di omicidio. Questo sistema viene già usato dalle sonde spaziali per capire la composizione chimica di un astro celeste: in pratica, prima lo colpiscono con i raggi X, poi misurano le lunghezze d’onda che il corpo per reazione rilascia, infine, a seconda dell’entità dell’emissione, riconoscono la sua composizione. Perché, dice il ricercatore, non applicare questo metodo anche alle indagini che riguardano i delitti? Basterebbe rendere la strumentazione delle sonde spaziali di piccola dimensione, così da darla in dotazione alle pattuglie della polizia. Tracce di sangue, sperma e polvere da sparo potrebbero essere rilevate immediatamente all’arrivo dei detective sul luogo del delitto, senza bisogno di inviare reperti in laboratorio per le analisi. Le indagini, quindi, si accelererebbero notevolmente.