Benedetta Guerrera Macchina del Tempo, dicembre 2002 (n.12), 4 dicembre 2003
1981 Il dottor Michael Gottlieb di Los Angeles e il dottor Alvin Friedman-Kien di New York fanno notare un improvviso aumento, in giovani maschi omosessuali, di due malattie conosciute ma rare: la polmonite pneumocistica (un tipo di polmonite che colpisce soprattutto persone con un sistema immunitario compromesso) e il sarcoma di Kaposi (un raro cancro della pelle)
1981 Il dottor Michael Gottlieb di Los Angeles e il dottor Alvin Friedman-Kien di New York fanno notare un improvviso aumento, in giovani maschi omosessuali, di due malattie conosciute ma rare: la polmonite pneumocistica (un tipo di polmonite che colpisce soprattutto persone con un sistema immunitario compromesso) e il sarcoma di Kaposi (un raro cancro della pelle). Il 5 giugno, il Centro per la prevenzione e controllo delle malattie (Cdc) di Atlanta rivela che in tutti i malati segnalati dai due medici si erano riscontrate gravi deficienze del sistema immunitario. Si giunge a una prima conclusione: i malati sono stati colpiti da una nuova sindrome. Messa subito in relazione con l’omosessualità, la nuova malattia viene definita Gay Related Immunodeficiency, («immunodeficienza legata all’omosessualità»). In breve tempo, i casi diagnosticati salgono a 422, i morti a 159. Il 3 luglio, sul ”New York Times” esce il primo articolo al mondo sulla nuova sindrome, definita gay plague («la peste dei gay»). 1982 La sindrome viene associata al sangue e identificata non solo nei maschi gay ma anche nei tossicodipendenti eterosessuali, negli emofiliaci, nelle persone sottoposte a trasfusioni di sangue e nei neonati. Durante un congresso della Food and Drug Administration (Fda, l’agenzia federale statunitense di controllo dei prodotti alimentari e farmaceutici) Bruce Voeller (scienziato morto di Aids nel ’94) propone di chiamarla Acquired Immuno-Deficiency Syndrome, «sindrome da deficienza immunitaria acquista» (Aids o Sida). Nasce la prima associazione americana di attivisti contro l’Aids: il Gay men health crisis. Quattordici nazioni fanno sapere di aver registrato casi di Aids. In agosto il ricercatore italoamericano Robert C. Gallo (scopritore nel ’77 del virus responsabile della leucemia linfatica T, il virus Htlv) decide di intraprendere una ricerca sull’Aids. Ansa dell’11 dicembre: «Quando già i ricercatori del Cdc di Atlanta avevano circoscritto la malattia a omosessuali e drogati, i casi di alcuni bambini colpiti dal morbo ha rimesso tutte le ipotesi in discussione. Questa malattia che fa scomparire le difese immunologiche dell’organismo e rende così mortali malattie che sarebbero facilmente curabili, si sta dimostrando pericolosissima. Sintomi caratteristici del male: febbre alta, gonfiamento delle ghiandole linfatiche, perdita di peso, mancanza d’appetito e malessere generale». 1983 In Francia, i ricercatori dell’Istituto Pasteur, Jean Claude Chermann, Françoise Barrè-Sinoussi e Luc Montagnier, iniziano a studiare la malattia. Contemporaneamente, negli Stati Uniti, Gallo prosegue nelle sue ricerche con la convinzione che il virus dell’Aids appartenga alla famiglia del virus Htlv da lui scoperto anni prima. Il 3 novembre l’attore americano Rock Hudson rivela di avere l’Aids, morirà due anni dopo. Individuati i primi due casi italiani. Commento del professor Alfredo Zampieri, direttore del laboratorio di epidemiologia dell’Istituto Superiore della Sanità (4 giugno): «I due casi sospetti individuati nei mesi scorsi a Roma non rappresentano un problema, se non quello della normale vigilanza sulle trasfusioni di sangue». Il professor Fernando Aiuti, dirigente immunologo del Policlinico di Roma: «Per salvaguardarsi dall’attacco del virus è indispensabile curare la propria igiene prima e dopo il rapporto sessuale». La Rai manda in onda il primo servizio dedicato interamente all’Aids. 1984 Il 3 febbraio l’équipe del Pasteur isola un virus che sembrerebbe legato alla malattia. Lo chiamano Lymphoadenopathy Associated Virus, «virus associato alla linfoadenopatia» (Lav), in quanto era stato isolato da uno dei linfonodi tumefatti di un paziente con sindrome linfoadenopatica, affezione ad alto rischio di sfociare in Aids. La scoperta viene pubblicata il 4 maggio su ”Science” accanto a uno studio di Robert Gallo nel quale lo scienziato affermava di aver scoperto il virus responsabile dell’Aids chiamato Htlv-III. Subito dopo, l’équipe francese mette a punto un test in grado di stabilire la presenza del virus nel sangue, quindi la sieropositività: Enzymes-Linked Immunosorbent Assay o saggio Elisa. Margaret Heckler, segretaria del dipartimento della Sanità degli Stati Uniti, dichiara: «Ci saranno un vaccino e una cura contro l’Aids entro il 1990». Il 30 marzo muore Gaetan Dugas, lo steward canadese considerato il paziente zero dell’Aids, a cui era stato diagnosticato il sarcoma di Kaposi quattro anni prima. Ma sembra che il virus fosse stato introdotto a New York già nel 1978. A San Francisco vengono chiuse tutte le saune dette ”bagni gay”. Grande frequentatore di saune, Duglas aveva avuto circa 2.500 partner (250 rapporti l’anno) nelle principali città degli Stati Uniti. 1985 Il 2 ottobre muore l’attore Rock Hudson. Il ”Time” lo elegge uomo dell’anno. Ad Atlanta, in Georgia, si tiene la prima conferenza internazionale sull’Aids. In quell’occasione si stabilisce che la vera causa della malattia è il virus isolato dai ricercatori del Pasteur. Tra il gruppo di ricercatori francesi e il gruppo americano inizia una disputa per la paternità della scoperta. Il 30 maggio del ’93, ”Nature” pubblica un’indagine da cui risulta che il virus scoperto da Gallo era quello inviatogli da Montagnier nel febbraio dell’84. L’11 luglio del ’94 le autorità sanitarie statunitensi riconoscono a Montagnier tutta la paternità della scoperta. Negli Stati Uniti i casi di Aids salgono a 22.996, i morti a 12.592. In Europa sono 1.617, in Italia 25. Il 22 aprile i ricercatori del laboratorio Wellcome research (nel North Carolina) presentano al Fda il farmaco Azt (azotimidina) come cura contro il virus dell’Aids: in sperimentazione sugli animali da più di un anno, i ricercatori avevano verificato che la molecola Azt bloccava la replicazione del virus. 1986 Un comitato internazionale decide di ribattezzare il virus: il nome cambia da Htlv III/Lav a Human Immunodeficiency Virus, «virus dell’immunodeficienza umana» (Hiv). A Parigi si svolge la seconda Conferenza internazionale sull’Aids. Il 18 febbraio inizia l’Operazione 53, la sperimentazione dell’Azt su vasta scala. Duecentottantuno pazienti (esclusi tossicodipendenti e bambini sotto i dodici anni) selezionati in tutti gli Stati Uniti: a 144 di questi viene somministrato l’Azt, agli altri un placebo. L’11 settembre, l’Azt viene ufficialmente approvato come primo farmaco anti-Aids efficace. Il ministro della sanità ugandese fa sapere che nel suo paese ci sono stati casi di Aids, altri paesi africani chiedono l’aiuto dell’Organizzazione mondiale della sanità. In Italia i casi di Aids salgono a 273. Negli Stati Uniti, William F. Buckler Jr., direttore del giornale conservatore ”National Review”, propone di tatuare sul braccio e sulle natiche i malati di Aids. 1987 A luglio, l’Azt è disponibile anche in Italia con il nome commerciale di Retrovir. Il 4 febbraio una coppia di coniugi milanesi (con un figlio piccolo) si suicida in un motel di Brescia, lasciando un messaggio: avevano paura di aver contratto l’Aids. Dall’autopsia, tuttavia, risultano sieronegativi. In Inghilterra la principessa Diana inaugura il primo reparto ospedaliero specializzato in Aids. Il 31 maggio, alla terza Conferenza Internazionale sull’Aids a Washington, il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, pronuncia per la prima volta la parola Aids in pubblico. 1988 Si celebra la prima giornata mondiale dell’Aids. In Italia ha inizio la prima campagna nazionale di informazione e prevenzione: in orario serale, sulle reti Rai viene trasmesso uno spot di circa un minuto che spiega come si trasmette il virus. Il ministro della Sanità Carlo Donat Cattin firma una lettera recapitata a 20 milioni di italiani (circa un terzo della popolazione di allora) in cui invita a «un’esistenza sessuale normale». Il 13 marzo muore di Aids John Holmes, attore porno. Il biologo molecolare Peter Duesberg sostiene su ”Science” che non è il virus Hiv a provocare l’Aids. 1989 La Wellcome research abbassa il prezzo dell’Azt del 20 per cento. La Fda autorizza la somministrazione di un altro farmaco anti virus, la didanosina (ddl), ai pazienti intolleranti all’Azt. 1990 Muore di Aids, a trentuno anni, l’artista Keith Haring. Il Congresso degli Stati Uniti approva il Ryan White Care Act, una legge che garantisce assistenza ai malati di Aids che non hanno un’assicurazione sanitaria privata. In tutto il mondo i casi di Aids sono circa 254mila, in Uganda 12mila, in Francia 8.883, in Italia 6.759. 1991 Il 24 novembre muore di Aids Freddy Mercury, leader del gruppo rock Queen. La Visual Aids (associazione newyorchese fondata da un gruppo di artisti, attori, registi) lancia il nastrino rosso come simbolo internazionale della lotta contro l’Aids. Ispirato alle coccardine gialle indossate per ricordare i soldati americani che avevano combattuto nella Guerra del Golfo, il nastrino anti-aids è rosso per la connessione con il «sangue e la passione». La Fda autorizza la somministrazione di un terzo farmaco anti virus: la zalcitabina (Ddc). Si cominciano ad avere i primi dubbi sull’efficacia dell’Azt: Dopo un anno di somministrazione, infatti, il virus Hiv è in grado di sviluppare le difese contro il farmaco, che diventa quindi inefficace. 1992 Negli Stati Uniti la Fda approva l’uso combinato dei tre farmaci Azt, Ddl e Ddc, sui pazienti adulti con uno stato avanzato di infezione da Hiv. A febbraio, due mesi prima di morire di Aids, Giovanni Forti, giornalista dell’’Espresso”, racconta la sua storia sulle pagine del settimanale: «Sono stato diagnosticato sieropositivo nell’aprile del 1987, anche se ritengo di essermi contagiato nell’estate del 1981 durante una settimana di sfrenatezze nelle saune di San Francisco». In Italia i casi sono saliti a 13.668, negli Stati Uniti a oltre 213mila, in Uganda a oltre 30mila, in Europa a 71.568. 1993 Il 6 gennaio, a 54 anni, muore di Aids il ballerino russo Rudolf Nureyev. Il 6 febbraio, a 49 anni, il tennista americano Arthur Ashe. In Francia scoppia lo scandalo del sangue infetto: tra l’84 e l’86 circolano sacche di trasfusione non sottoposte al test di rilevazione del virus Hiv che infettarono centinaia di trasfusi. Quattro funzionari della banca nazionale del sangue vengono arrestati. Il direttore generale della Sanità, il direttore generale del laboratorio nazionale della Sanità, l’allora primo ministro Laurent Fabius, il ministro degli affari sociali madame Georgine Dufoix e Monsieur Hervé segretario sono accusati di ”concorso in avvelenamento”. Uno studio clinico (il ”Concorde”), realizzato da un’équipe europea, dimostra che la monoterapia con l’Azt non è efficace contro la malattia. 1994 Tom Hanks vince l’Oscar come migliore attore protagonista per l’interpretazione di un avvocato omosessuale malato di Aids nel film Philadelphia. La Fda approva un nuovo farmaco, il D4t. Uno studio internazionale dimostra che l’Azt riduce di due terzi il rischio di trasmissione dell’Hiv da madri infette ai loro bambini. Benetton lancia una campagna pubblicitaria con una foto del volto di Reagan che mostra i segni del sarcoma di Kaposi. L’Oms segnala 985.119 casi di Aids in tutto il mondo (37 per cento in più rispetto all’anno precedente), di questi il 42 per cento appartiene agli Stati Uniti, il 33,5 per cento all’Africa, l’11,5 per cento all’Europa, l’11,5 per cento alle Americhe, l’1 per cento all’Asia, lo 0,5 per cento all’Oceania. Alla conferenza internazionale si calcola che, se fossero adottate adeguate misure di prevenzione, nei paesi in via di sviluppo si ridurrebbero di circa 9 milioni e mezzo i nuovi casi di infezione previsti. Si dovrebbero investire 2 miliardi e mezzo di dollari. Negli Stati Uniti l’Aids diventa la principale causa di morte degli individui tra i 25 e i 44 anni. In Italia, il biennio ’94-’95 registra l’apice di decessi per Aids: 4303 nel ’94 e 4515 nel ’95. 1995 I risultati di una ricerca (studio Delta) mostrano che l’uso combinato di Azt, Ddl o Ddc è più efficace della monoterapia. La Fda approva l’uso del saquinavir (il primo degli inibitori della proteasi, enzima usato dal virus Hiv per riprodursi) e il 3tc (inibitore della transcrittasi inversa) insieme all’Azt. 1996 Studi clinici dimostrano che la monoterapia e la duplice terapia sono da abbandonare. La Fda approva l’uso di tutti gli inibitori di proteasi. Si comincia a sperimentare la Haart (Higly Active Anti-Retroviral Therapy), che diventerà la terapia standard: associazione di due inibitori della transcrittasi inversa (enzima che trasporta l’Rna virale nel Dna umano) e di un inibitore della proteasi. Il ricercatore americano David Ho presenta alcuni dati che indicano la possibilità di eradicare il virus. Il ”Time” lo elegge uomo dell’anno. Il pugile americano Tommy Morrison risulta sieropositivo al test Hiv, viene escluso dai ring di tutto il mondo. Nasce il programma delle Nazioni Unite Unaids. 1997 La Fda approva l’uso della delavirdina. Le persone infettate da Hiv/Aids sono circa 30 milioni. 1998 Alla dodicesima Conferenza internazionale sull’Aids, a Ginevra, vengono annunciati i primi fallimenti terapeutici con l’Haart. La Glaxo Wellcome abbassa il prezzo dell’Azt del 75 per cento. In Sudafrica, l’attivista contro l’Aids Gugu Diamini viene picchiata a morte dai vicini di casa dopo aver rivelato sulla televisione Zulu di essere sieropositiva. Alcune aziende farmaceutiche americane ed europee fanno causa al governo sudafricano per abolire una legge che permette allo stato di comprare farmaci anti-Aids a prezzi scontati. In giugno la società statunitense Aidsvax comincia la prima sperimentazione su uomini (5mila i volontari) di un vaccino anti-Aids. L’Unaids fa sapere che nel 1998 oltre 5,8 milioni di persone sono state contagiate dall’Hiv, la metà di queste sotto i 25 anni. Si calcola anche che il 70 per cento dei nuovi contagi e l’80 per cento delle morti avvengono nell’Africa subsahariana. La Fda approva l’uso di alcuni nuovi farmaci tra cui l’Efavirenz. Kary Mullis, premio Nobel per la medicina nel ’93, nel libro Dancing Naked in the Mind Field (Ballando nudi nel campo della mente, edito in Italia da Baldini & Castoldi, 2000) appoggiando le ipotesi di Duesberg sulla non associazione tra Hiv e Aids, nutre addirittura dubbi sull’esistenza della stessa malattia. 1999 Un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Alabama afferma di aver ricondotto le radici dell’Aids a un tipo di scimpanzé che vive nell’Africa centro-occidentale. Nel mondo si verificano 11 nuove infezioni ogni minuto. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, l’Aids è la quarta causa di morte al mondo. L’ex primo ministro francese Laurent Fabius e due suoi ministri vengono assolti dall’accusa di omicidio collegata allo scandalo del sangue infetto. 2000 Il presidente Thabo Mbeki mette in dubbio il fatto che l’Hiv sia la vera causa dell’Aids e che i farmaci usati contro di essa siano sicuri. Morti totali nel 2000: 3 milioni (di cui 2,4 milioni solo nell’Africa sub-sahariana). Numero totale di morti dall’inizio dell’epidemia: 21,8 milioni. Totale malati di Aids nel 2000: 36,1 milioni. La cantante israeliana Ophra Haza muore di Aids il 23 febbraio. 2001 Il segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, chiede che siano destinati alla ricerca sull’Aids almeno 7 miliardi dollari l’anno (14.000 miliardi di lire). Le aziende farmaceutiche europee e americane ritirano la causa contro il governo sudafricano. Il Sudafrica è il Paese più colpito dal virus: la cifra ufficiale è di 4,7 milioni di persone infettate, un adulto su quattro. In tutto il mondo, 40 milioni di persone sono infettate dal virus (più dell’intera popolazione australiana), di queste 29 milioni vivono in Africa. In Africa l’Aids è la maggiore causa di morte. 2002 A 20 anni dalla definizione della malattia sono disponibili 16 antiretrovirali che riescono a prolungare lo stato di sieropositività fino a 15 anni. L’epidemia però continua, e non solo nel Terzo Mondo: ogni giorno 10 italiani si scoprono positivi al test per il virus. Nel 2003 inizierà la vendita di nuove classi di farmaci come gli inibitori della fusione, ma la sfida più ambiziosa resta lo sviluppo di un vaccino in grado di curare e prevenire l’infezione. All’inizio dell’anno prossimo prenderà il via la sperimentazione nell’uomo dei vaccini preparati da Barbara Ensoli presso l’Istituto Superiore di Sanità e da Alessandro Gringeri presso l’Università di Milano. Benedetta Guerrera