Varie, 4 dicembre 2003
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Abdrazakov Ildar
• Ufa (Russia) 1976. Cantante lirico. Basso. Una moglie cantante, un fratello, Askar, anche lui basso. La sua è una famiglia molto musicale. «E mio padre suona il violino, anche se il suo vero mestiere è il regista di cinema. Una volta mi ha persino coinvolto come attore in un film. Facevo un capopopolo che si batteva per l’indipendenza della Baskiria, la mia terra. Un altro Mosè”. È nato a Ufa, negli Urali. “Da quelle parti sono nati Nureyev, il violinista Spivakov, il grande basso Shalapin... Una terra molto musicale. C’era un bellissimo teatro che purtroppo è bruciato. Ma ce n’è anche un altro, ottocentesco. Io ho debuttato lì. Ma il debutto vero, importante, è stato al Mariinskij di San Pietroburgo con Le nozze di Figaro dirette da Gianandrea Noseda, un grande direttore e anche un amico. [...] Le differenze sono tra quelli grandi e quelli meno. I primi ti fanno lavorare molto, moltissimo. Non transigono su nulla. Muti è certo tra questi, ma lavorare con lui è sempre divertente. Lui sa sempre instaurare un rapporto umano, anche dopo ore di prove, trova sempre la voglia di scherzare. [...] Amo cantare, vorrei farlo sempre meglio. Ma amo anche altre cose. Per esempio pescare. Appena posso vado a un laghetto vicino a San Pietroburgo, dove abito, a gettare l’amo. E poi mi piace andare in campagna, in casa da amici. Quando è freddo si fa la sauna e poi si esce nella neve. Bellissimo. [...] In Russia si può studiare gratis canto, da voi invece le lezioni costano, e care. Fossi nato qui, forse non sarei mai diventato cantante. Inoltre i vostri teatri hanno prezzi spesso proibitivi. Mi dicono che per la ‘prima’ della Scala un biglietto costa 1200 euro. Chi può permetterselo? E infine la vostra tv: non fa niente. Da noi, come in gran parte dei Paesi d’Europa, esistono canali di cultura che trasmettono la ‘classica’ in abbondanza. Qui, se capita, capita a tarda notte. Nella patria dell’opera, l’opera non è considerata. Peccato”» (Giuseppina Manin, “Corriere della Sera” 4/12/2003).