Enrico Franceschini, "la Repubblica" 1/12/2003, pagina 20., 1 dicembre 2003
Nel 1787 l’imperatrice Caterina di Russia partì per un viaggio alla scoperta del suo paese. Il suo amante, il conte Grigorij Potemkin, per compiacerla ordinò che venissero eretti finti villaggi lungo le strade percorse dal corteo imperiale
Nel 1787 l’imperatrice Caterina di Russia partì per un viaggio alla scoperta del suo paese. Il suo amante, il conte Grigorij Potemkin, per compiacerla ordinò che venissero eretti finti villaggi lungo le strade percorse dal corteo imperiale. Così le case che la regnante vide avevano solo la facciata frontale, le chiese erano di cartapesta, i braccianti nei campi soldati travestiti. Da allora invalse l’abitudine di usare la locuzione «villaggio Potemkin» per indicare truffe e imbrogli.