Varie, 1 dicembre 2003
TRINCA
TRINCA Jasmine Roma 24 aprile 1981. Attrice • « la giovane attrice su cui punta il cinema italiano. Alta, sottile, la pelle di pesca, una bellezza naturale luminosa come la Bergman, lo stile di una studentessa di Oxford. [...] Nanni Moretti l´ha scelta per La stanza del figlio, Marco Tullio Giordana l´ha scelta per un ruolo difficile, nella Meglio gioventù, quello di una ragazza con problemi psichiatrici che si esprime con gli occhi. Uno sguardo che non si dimentica. [...] ”Non ho cercato il successo, se Nanni non mi avesse visto quella mattina, non so dove sarei adesso. E´ venuto a scuola e mi ha trovato. [...] Non avevo mai pensato di fare l´attrice. Studiavo e continuo a studiare Lettere, la mia vita non è cambiata nella sostanza. Non ho mai frequentato scuole di recitazione. Quello che riesco a esprimere lo tiro fuori da me, proprio da qui. Dalla pancia. Anche il dolore, che fa parte della vita. [...] Anch´io mi porto dietro un disagio. Come tante persone. Coltivo l´inquietudine, ho tanti pensieri, un approccio diretto con la vita. Non conosco la leggerezza. Non sono una musona ma mi piace stare da sola, amo leggere, stare a casa. Non sono una patita dello shopping. [...] Ho questa faccia borghese, lo so, ma i miei sono proletari. Nonna ha il banco del pesce a Testaccio, è bella, alta e forte come un albero. Vivo con lei e mia madre, che è molto giovane. Sono cresciuta senza papà, è morto quando ero piccola. Mi dicono che sono matura per la mia età, e forse hanno ragione. Ma non siamo tutti uguali, no?”» (s.f., ”la Repubblica” 1/12/2003). «[...] Bella anche senza un filo di trucco, sorriso che rimette al mondo e mente lucida [...] ”Non amo i tempi di lavorazione del piccolo schermo, i tv-movies che ho girato erano scritti da Rulli e Petraglia, un modo estremamente cinematografico di fare tv, che invece generalmente ha troppo a che vedere con la superficie. E io, con la superficie, faccio a pugni [...] Ho di smettere di piacermi. Professionalmente, certo, ora mi spaventa anche la gente: all’inizio ero solo la ragazzina dalle guance rosa, alle prese con il debutto nel mondo del cinema e a cui, proprio per questo, si poteva anche perdonare qualcosa. Ma ora è tutto diverso: più cresco, più divento consapevole, più mi sento inadeguata”» (Roberta Bottari, ”Il Messaggero” 23/7/2005).