Varie, 1 dicembre 2003
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Lampard Frank
• Romford (Gran Bretagna) 20 giugno 1978. Calciatore. Del Chelsea e della nazionale inglese. Secondo (dietro Ronaldinho) nella classifica del Pallone d’Oro 2005 • «[...] Nato e cresciuto nel West Ham, la squadra di tutta una comunità popolare all’est di Londra, è figlio d’arte: suo padre, Frank Senior, è stato una colonna degli Hammers, ed era allenatore in seconda, quando ”Junior” è diventato professionista. E l’allenatore titolare era Harry Redknapp, cognato di Frank Senior e zio di Junior. Ma alla fine del 2000/01 il West Ham li ha esonerati, imboccando la china. ”Dovevo andarmene subito anch’io - ricorda Lampard - . Anche a costo di passare per traditore. Volevo una squadra capace di vincere. Ed ero stanco di sentirmi dire che giocavo solo perché ero un raccomandato”. Al Chelsea Lampard ha subito perso il soprannome di ”Junior”, e ha subito cominciato a uscire dal guscio. [...] Nel 2002/03 Lampard ha perfezionato i lanci, e ha cominciato a segnare gol importanti. [...] ha sviluppato tagli e filtranti, e raffinato gli assist, con gol come quello, strepitoso, alla Lazio a Stamford Bridge. Con Mourinho s’è messo a lavorare anche sui calci piazzati. E la perfezione del giocatore completo è ormai realtà. [...]» (Giancarlo Galavotti, ”La Gazzetta dello Sport” 8/4/2005) • «Il giocatore intorno a cui è costruito il Chelsea non è un uomo di Abramovich e nemmeno di Mourinho. Frank Lampard era il cocco di papà e di Ranieri. Un rampollo del calcio inglese che conta. Franky è il figlio di Frank senior, gloria del West Ham che ha fatto esordire il bimbo nei pulcini della sua vecchia squadra e lo ha accompagnato fino alla Premier facendogli a lungo da vice allenatore (non suo personale, proprio sotto contratto). Nel 2001 è arrivato al Chelsea e ha trovato un altro protettore, Claudio Ranieri che se lo è cresciuto per 4 anni. Oggi Lampard è definito ”il perfetto centrocampista moderno”, è il perno del Chelsea, dell’Inghilterra [...] Alla fine di ogni partita festeggia con John Terry, sotto la curva. una loro personale cerimonia: urlano insieme strapazzandosi a vicenda i ciuffi ingellati e avanzano abbracciati fino a che il campo lascia spazio alla folla. Poi si fermano e si drogano di tifo. Sono due sopravvissuti, esistevano prima della rivoluzione fatta di soldi russi e tattica portoghese. Lampard era uno di quelli destinati a partire, in due anni Abramovich lo ha circondato di acquisti: Duff, Veron, Geremi, Parker, tutti nomi da piazzare nella sua zona, ma lui non ha ceduto un millimetro. Neanche un minuto dato che ha stabilito il record di presenze giocando 139 partite di seguito. Adesso non è più né il figlio né il cocco di nessuno, è indispensabile, è il padrone di un pezzo di Chelsea, nome certo di ogni convocazione di Eriksson. Quando [...] Ranieri veniva discusso ogni giorno, Lampard ha proclamato la sua gratitudine. Parlava con i giornalisti per chiedere un po’ di tregua ed educazione perché il suo coach non sopportava di avere una lista di sostituti aggiornata quotidianamente e meritava fiducia. Ci ha provato. E lo ha fatto quando già aveva smesso di essere il raccomandato della Premier League, quando di un protettore non sapeva più che farsene. Era già l’indistruttibile talento, uno dei pochi a mischiare qualità e quantità e confondere le targhette: faticatore e fuoriclasse. Ranieri se ne è andato e ora Mourinho dà a Lampard sempre l’ultima pacca prima del fischio d’inizio. Prima di avvolgersi nel paltò Armani portafortuna, guarda Lampard consapevole che è da lì che dovranno passare i suoi schemi perfetti. Si adorano, ma oggi Franky entrerebbe in sintonia con chiunque, si sente troppo forte per temere giudizi o incomprensioni e poi Mourinho parla la sua lingua. Un gergo ruvido, fatto di quelle occhiatacce che si scambiano i cattivi ragazzi, di gesti camerateschi come i cinque scambiati in corsa. Dopo Chelsea-Barcellona hanno saltato insieme sotto la curva tutta blu. Incrociavano sorrisi e sicurezza in un tacito: ”Te lo avevo detto io”. [...]» (Giulia Zonca, ”La Stampa” 8/4/2005) • «Era considerato un sopravvalutato figlio di papà, non figlio d’arte, ma moccioso imbucato da Frank Lampard senior tra i grandi del pallone. Il famoso genitore, gloria del West Ham, lo ha sempre seguito da vicino, lo ha fatto esordire nelle giovanili della sua squadra e scortato in premiership (nel ruolo di vice allenatore) fino al 2001. Poi Lampard senior ha lasciato la panchina e junior il nido, volato al Chelsea per 11 milioni di sterline. Questo prima di Abramovich e delle spese folli, quando i Blues litigavano con i bilanci e il costosissimo trasferimento del rampollo talentuoso e incostante sembrava follia. Il suo esoso contratto gli è rimasto stampato addosso: ”Bravo ma non all’altezza dell’ ingaggio”, ”Visto i debiti che ha creato dovrebbe essere più decisivo” e via così. Ogni voto in pagella era seguito dal prezzo. L’arrivo di Abramovich lo ha salvato dal tormentone (11 milioni di sterline ora sono spiccioli) e condannato alla cessione. Non serviva più e invece [...]» (Giulia Zonca, ”La Stampa” 1/12/2003) • Claudio Ranieri: «[...] Frank è un campione completo. Ha veramente tutto quello che serve nel calcio contemporaneo, e in abbondanza. Ha forza, qualità, continuità, visione di gioco, passo lungo, passo corto, inserimento, senso del gol, esecuzione. E dura tutta la stagione: c’è sempre, ad alto livello, senza oscillazioni. In ogni partita offre un contributo importante, la giocata chiave, il gol, qualcosa di determinante [...] Alla fine della mia prima stagione al Chelsea, nel 2001, era importante ringiovanire la squadra. Volevo giocatori inglesi, per rifare l’ossatura del Chelsea, e il direttore generale Hutchinson mi prospettò Lampard. Costava 18milioni di euro, ma aveva il potenziale per valere molto di più, a soli 23 anni. Lampard è il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero. Uno che ti dà soddisfazione, impara bene, e ricorda i consigli al momento giusto, in campo [...] All’inizio era impostato come mediano d’attacco - ricorda Ranieri - . Ho puntato a sviluppare le sue qualità difensive, insegnandogli a controllare gli inserimenti, a scegliere i tempi delle ripartenze [...]» (Giancarlo Galavotti, ”La Gazzetta dello Sport” 8/4/2005) • «[...] Suo padre, suo zio, suo cugino. Tutti calciatori. Frank Lampard junior dal calcio è stato circondato, assediato [...] lontano dall’Inghilterra il nome di Frank Lampard era quasi sconosciuto, nonostante la sua buona stagione con l’ultimo Chelsea di Claudio Ranieri. Tre gol in quattro partite in Portogallo hanno contribuito ad accrescere la sua fama [...] Il padre, Frank senior, è stato uno dei grandi del West Ham, quando la squadra del sud-est londinese [...] era un team vincente. Stesso percorso per suo zio, Harry Redknapp, il tecnico che ha lanciato Frank junior sempre nel West Ham [...] Cresciuto nell’East End e attaccatissimo al West Ham, Lampard non gradì il licenziamento di suo padre, impiegato nello staff del club, e la cessione di Rio Ferdinand al Leeds. Pochi mesi dopo, estate 2001, Ranieri lo portò a Stamford Bridge per 11 milioni di sterline, 16,5 milioni di euro. Lampard ha preso casa vicino allo stadio, porta il cane a passeggiare alla Serpentine Gallery, Hyde Park, e si è perfettamente adattato nel passaggio da est a ovest della capitale, diventando una bandiera del Chelsea. [...]» (Filippo Maria Ricci, ”Corriere della Sera” 14/4/2005).