Masolino D’Amico, ཿLa Stampa 1/12/2003;, 1 dicembre 2003
"Bassani non era alto di statura ma come sportivo vantava una eccellente coordinazione nei movimenti, e continuò a giocare bene a tennis molto tempo dopo che il suo partner di una volta, Michelangelo Antonioni, aveva lasciato perdere
"Bassani non era alto di statura ma come sportivo vantava una eccellente coordinazione nei movimenti, e continuò a giocare bene a tennis molto tempo dopo che il suo partner di una volta, Michelangelo Antonioni, aveva lasciato perdere. Antonioni era arrivato più in alto di lui, fino alla seconda categoria di allora, credo, mentre Bassani era stato un buon quindici di terza. Però una volta che fui convocato a tirare due palle con Michelangelo, più di cinquant’anni fa, lo trovai in condizioni di forma deplorevoli, mentre Bassani continuò a darmi lezione finché volle. Giocava col delizioso stile dei tempi delle racchette di legno, avanzando metodicamente alla conquista della rete con dritti e rovesci piatti e demi-volées, aggressivo e tenace. Anche lì, non aveva incertezze, e quando smise di giocare continuò a lungo a rendersi impopolare nei circoli che frequentava intervenendo perentorio in partite tra persone che non aveva mai visto prima per dichiarare stentoreo che una certa palla chiamata fuori aveva in realtà toccato la riga, o viceversa" (Masolino D’Amico).