Filippo Ceccarelli, ཿLa Stampa 1/12/2003;, 1 dicembre 2003
"La compiuta istituzionalizzazione di Totti, splendido calciatore, ma anche personaggio che assomma in sé la virtù irraggiungibile del mito, quella autoironica del libro di barzellette e quella sorridente e pulita del ragazzo di Porta Metronia (invitato anche al Vittoriano per lo School-day 2002), sembra oltrepassare i confini meramente strumentali della vecchia politica
"La compiuta istituzionalizzazione di Totti, splendido calciatore, ma anche personaggio che assomma in sé la virtù irraggiungibile del mito, quella autoironica del libro di barzellette e quella sorridente e pulita del ragazzo di Porta Metronia (invitato anche al Vittoriano per lo School-day 2002), sembra oltrepassare i confini meramente strumentali della vecchia politica. E non solo e non tanto perché la sua presenza è finalizzata a obiettivi educativi o di solidarietà. Il punto interessante è che la politica si aggrappa a Totti in palese anche se astuta condizione di inferiorità; sapendo benissimo che egli incarna ed esprime un consenso così neutrale, levigato e semplificato da non ammettere né preferenze né controversie. Da vero potere super partes. ”Meno tasse per Totti” si scherzava due anni fa parodiando uno slogan berlusconiano. Ecco, oggi verrebbe quasi da invocare anche meno melasse, per Totti, e meno grancasse" (Filippo Ceccarelli).