Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  novembre 29 Sabato calendario

"Se ci liberiamo delle allegorie con le quali siamo soliti rappresentarci la ”guerra al terrorismo”, scopriamo che quello scontro campale ruota intorno all’Arabia Saudita

"Se ci liberiamo delle allegorie con le quali siamo soliti rappresentarci la ”guerra al terrorismo”, scopriamo che quello scontro campale ruota intorno all’Arabia Saudita. Come è chiaro fin dalle prime fatwa di bin Laden (1998) per l’espulsione degli americani dalla terra santa islamica. Ma per fissare un inizio alle turbolenze in cui oggi viviamo dobbiamo andare all’agosto del 2001, un mese prima delle Twin Towers, quando la monarchia saudita dichiara decaduto il vecchio ordine istituito nel 1945 da Roosvelt e da re Feisal. Origine di mezzo secolo di instabilità controllata nella regione, il patto prevedeva che gli americani fossero i protettori della dinastia saudita, e la dinastia saudita il grande fornitore di greggio a basso prezzo degli Stati Uniti. Quest’alleanza strategica conobbe turbolenze che indussero gli Usa a ridurre progressivamente la dipendenza dal petrolio saudita (tuttora il 18 per cento del fabbisogno americano). Ma per quanto slabbrata, reggeva ancora fino al giorno in cui, a Washington, il principe reggente Abdullah disse ad un Bush presumibilmente attonito le frasi così riportate dal ”Wall Street Journal”: "Arriva il tempo in cui popoli e nazioni si separano. Noi siamo ad un bivio. E´ tempo per gli Stati Uniti e l´Arabia Saudita di guardare ciascuno ai propri interessi. Quei governi che non corrispondono ai sentimenti del popolo soffriranno il destino dello Scià dell´Iran". E cioè saranno cacciati da una rivoluzione".