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 2003  novembre 27 Giovedì calendario

Come si finanzia la Jihad? "I soldi della guerra santa non provengono solo dalle tasche dei miliardari come Osama [

Come si finanzia la Jihad? "I soldi della guerra santa non provengono solo dalle tasche dei miliardari come Osama [...], c’è una finanza minore fuori dalle regole. Il denaro si muove con trasferimenti di valuta informali, cioè in nero. In Occidente trova il suo moltiplicatore nelle attività, legali o in grigio, delle comunità all’estero del mondo musulmano. Decine di milioni di persone costituiscono spazi offshore, con circuiti economici paralleli e che sfuggono alle statistiche. [...] E’ il sistema dell’hawala ("fiducia", in indi): si deposita il denaro in luogo e si recupera in una ltro ricorrendo a un mediatore, il proprietario del capitale, che attraverso i corrispondenti locali sottrae soldi da una parte e li aggiunge da un’altra. Chi utilizza il servizio paga una commissione. [...] La guerra santa è stata favorita dall’islamizzazione della modernità. Creato a metà degli anni ’70 per aggirare il divieto della legge coranica di riscuotere la riba, gli interessi sul capitale, il sistema bancario islamico oggi gestisce oltre 150 miliardi di dollari l’anno contro i 70 del 198. Le banche islamiche nascono come una reazione all’occidente dopo la crisi petrolifera del 1973 e la guerra delk Kippur: l’obiettivo era controllare i flussi dei petroldollari e da parte saudita assicurarsi una leva finanziaria per propagandare l’islam wahabita nel mondo musulmano. [...] Ma il mezzo principale per foraggiare la Jihad è stata la zakat, il terzo dei cinque pilastri dell’islam, un termine che significa e indica i versamenti caritatevoli nella misura annuale del 2,5 per cento sul valore di patrimoni e proprietà. La zakat, manovrata da banche e istituzioni, rappresenta miliardi di dollari destinati ai più poveri e quelli che lottano per il credo del Profeta [...]. L’Arabia Saudita e gli altri arabi ricchi hanno ”investito” con la zakat nei poveri dell’Afghanistan, della Palestiina, dell’Indonesia, dell’Asia centrale. Intorno a questo sistea ha lievitato una nebulosa di enti non governativi che si occupano della distribuzione della ”tassa della carità”, attività coperta da un’accumulazione di segreti. Il segreto bancario occidentale, quello delle istituzioni islamiche, la riservatezza sui denari delle Ong musulmane e il segreto sul destino finale.