The Yomiuri Shimbun Marketing Book 2003. Notizie provenienti anche da Massimo Parrini. La scheda finale è stata scritta da Lucrezia., 28 novembre 2003
Asahi Shimbun L’’Asahi Shimbun” (’Il sole del domani”) è il secondo quotidiano più diffuso del Giappone: la mattina vengono vendute in media 8
Asahi Shimbun L’’Asahi Shimbun” (’Il sole del domani”) è il secondo quotidiano più diffuso del Giappone: la mattina vengono vendute in media 8.321.934 per 23.301.415 lettori totali (2,8 a copia). Fondato a Osaka nel 1879 da una famiglia di commercianti specializzata in beni di lusso da esportare in Europa, è un giornale di tendenze progressiste apprezzato dalla classe dirigente del paese per la profondità dell’analisi politica e per la tenacia investigativa con cui vengono affrontati i più importanti fatti di cronaca. I suoi editoriali, molto importanti ed in grado di influenzare l’attività politica, compresa quella del governo, sono talvolta (spesso) così elaborati da risultare incomprensibili persino per i lettori più attenti e preparati. Formato identico al concorrente ”Yomiuri” (38,3x57,6 cm), ha le stesse caratteristiche: 24 pagine (si sfoglia dal fondo), poche foto, spesso una a pagina e per giunta piccola, quattro pagine di sport al centro, una pagina di giochi, una di spettacoli, una di programmi tv, pubblicità quasi sempre nel terzo inferiore delle pagine, meno fumetti e più cultura, le previsioni del tempo stanno in ultima pagina invece che in prima (insieme agli spettacoli), colore solo per piccole pubblicità in prima e ultima pagina. Grafica difficilmente paragonabile a quella di un giornale occidentale, i titoli non sono molto grandi. In prima pagina si trovano ogni giorno un romanzo a puntate, vignette, una popolarissima colonna sul principale argomento di discussione del giorno che potremmo tradurre ”Vox populi, vox dei”. Plasmato dal presidente Masuichi Midoro per "propagandare la giustizia sociale", determinante per la creazione del parlamento nazionale (per questo in passato ha avuto molti problemi), la preoccupazione principale dichiarata dei giornalisti è la formazione del lettore, l’obiettivo/pretesa essere una scuola con decine di milioni di alunni. Vietato ogni tipo di sensazionalismo. Oltre a magazine e libri, il marchio ”Asahi” è impiegato in tutte le forme di comunicazione, dalla radio alla tv, da internet alla telefonia. Esiste anche un’edizione internazionale pubblicata in collaborazione con l’’International Herald Tribune”: in media 20 pagine, la prima e la seconda con news internazionali ed articoli che possono anche provenire dall’’Asahi”, cinque pagine dedicate alla finanza, due (o più) allo sport. Completano l’edizione internazionale arte, viaggi, salute, scienza, tecnologia, spettacoli moda. Oltre tremila dipendenti fra redazione, amministrazione, tecnici, l’’Asahi” è per il Giappone una vera e propria istituzione, ma dal punto di vista economico i risultati non sono così buoni, colpa soprattutto degli enormi costi: essendo la redazione impegnata 24 ore su 24, a Tokyo è stato creato un dormitorio per 500 persone (pronte a lanciare edizioni straordinarie in qualsiasi momento), la flotta aziendale dispone di 14 mezzi tra aerei e elicotteri. Avendo un pubblico molto giovane, da anni l’’Asahi” investe ingenti risorse nel settore internet e in quello della telefonia: l’edizione online, costo un dollaro al mese, ha oltre un milione di abbonati. Quanto alla concorrenza con lo ”Yomiuri”, il distacco è leggermente inferiore tra le donne che tra gli uomini, molto inferiore se si considerano le sole quarantenni, l’’Asahi” passa addirittura in vantaggio tra le teenager; al contrario, tra gli uomini il settore in cui l’ ”Asahi” ha il maggiore distacco dallo ”Yomiuri” è proprio quello dei teenager (dove il leader è fortissimo), seguito da quello dei trentenni, mentre i quarantenni sono quelli che sembrano apprezzare di più l’impegno del ”Sole”. L’’Asahi” è leader tra gli ingegneri (tecnici in genere), dove conquista il 34,7 per cento dei lettori contro il 30,5 dello ”Yomiuri”; tiene bene tra manager ed executive, 35,4 contro il 37,5 del concorrente; resiste tra le casalinghe (30,2 a 37,3); perde netto tra gli operai (22,4 a 39,3) e soprattutto tra gli addetti ai servizi (24,3 a 41). più forte tra le ”single” (29,9 contro 33,1) che tra le donne sposate (30,1 a 37,9).