Varie, 25 novembre 2003
CANTAGALLI
CANTAGALLI Luca Cavriago (Reggio Emilia) 8 dicembre 1965. Ex giocatore di pallavolo. Con l’Italia vinse venti medaglie: argento olimpico (1996), 2 ori mondiali (1990, 1994), argento coppa del Mondo (1989), 4 ori, 1 argento e 1 bronzo in World League, 3 ori e 1 argento europei, 4 ori e 1 argento in altri tornei internazionali, oro ai Giochi del Mediterraneo ’91. Esordio in A-1 nell’82-83, giocò a Cavriago, Modena, Treviso, Palermo, Taranto e Santa Croce vincendo 7 scudetti, 9 coppe Italia, 4 coppe Campioni, 6 coppe Cev, 2 coppe Coppe, 1 Supercoppa Italiana, 1 Supercoppa Europea • «[...] uno dei magnifici azzurri di Julio Velasco, protagonista di una storia irripetibile con una grande Nazionale. [...] La crema della regia ad alzare per Luca. ”L’inizio con Dall’Olio: a Pupo non potevi parlare, ci voleva la domanda in carta bollata, non ti considerava. Meglio con Tofoli, Paolo è sempre stato di buon carattere. Attenzione a Vullo: se gli chiedevi palla e s’arrabbiava, non te la dava più per un set. Severo anche De Giorgi, ma poi con Ferdi finiva con una battuta”. E gli allenatori? ”Da Moscatti che fu il primo ai due Guidetti, Adriano e Paolo, che mi lanciò schiacciatore (ho vinto lo scudetto anche da centrale), a Velasco [...] Con Lucchetta siamo stati giovanissimi in quel Panini, modello doposcuola, con un presidente Peppino, cui eravamo legatissimi. Ho anche abitato con Lucky. [...] Amici veri anche Bertoli, Gardini, Recine”. La partita della vita? ”Forse con l’Olanda agli Europei ’95 ad Atene: entrai nel secondo set: 10+8. Oggi tanti punti non li fai in tre...”. E l’Olimpiade? ”Non è una malattia. Però quell’argento di Atlanta, per un anno non lo tirai fuori dalla scatola”. Quando era solo Luca Bazooka. ”Fu Antoine, speaker del PalaPanini, non ricordo quando, a chiamarmi così e mi è rimasto attaccato”. [...]» (Carlo Gobbi, ”La Gazzetta dello Sport” (8/12/2005) • «Il mio primo coach si chiamava Milo Ceppelli, era il professore di scuola media a Cavriago, il mio paese. Poi Cattani, fino all’80, quando mi chiamarono a Modena. I fratelli Guidetti, Paolo e Adriano, mi hanno formato tecnicamente: sono quelli a cui devo di più [...] Sono sempre convinto che la pallavolo del cambio palla fosse più bella. Adesso c’è meno pathos. Con il vecchio vantaggio di mi è capitato di essere in vantaggio 14 a 7 e perdere, ora sarebbe impossibile». Ha detto Julio Velasco: «Se Cantagalli fosse un libro sarebbe Shakespeare, un classico. Per la sua qualità di essere una bibbia tecnica della pallavolo» (Massimo Perrone, ”Guerin Sportivo” 8/4/2003).