Varie, 25 novembre 2003
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LaneFox Martha
• Oxford (Gran Bretagna) 10 febbraio 1973. «La regina di Internet, la first lady online, o più, semplicemente, Lady. com. È la dimostrazione vivente che la rivoluzione di Internet non è stata solo un’illusione, una bolla speculativa, ma può cambiare il nostro modo di vivere, o almeno di fare affari. [...] Colei che i giornali identificano come “la pioniera più sexy, la pin-up preferita” del business online [...] “lastminute. com”, la società che fondò nel 1998 e che, lanciata con enorme pubblicità, dopo avere attraversato entusiasmi e sconfortanti delusioni, è oggi una delle solide aziende del settore. Missione compiuta: a trent’anni, questa ragazza della “upper middle class”, che poi sarebbe la buona borghesia, si ritiene appagata. Lascia la sua creatura, si ritira nel privato: non va proprio in pensione, perché qualcos’altro farà, ma certo non inizierà, dice, “un’altra attività”. Per ora chiede alla vita solo un boyfriend (finora non aveva tempo per i fidanzati), programma d’avere tanti figli da poter schierare una squadra di calcio e coltiva un sogno del tutto imprevedibile: fare come l’imperatrice Teodora, che si fece ricoprire di miele. Senza dubbio, la ragazza ha bisogno di dolcezze. Perché da quando il 1 ? aprile del 1998 fondò “lastminute.com”, il sito che procura viaggi e vacanze all’ultimo momento, smaltendo i posti invenduti sugli aerei e negli alberghi, non ha avuto tempo di godersi la vita. Diciotto ore di lavoro al giorno, sette giorni la settimana, 365 giorni l’anno, ha speso ogni minuto come se fosse l’ultimo, a crescere la sua società. Deve essere un po’ maniaca, se intanto il suo amico e compagno d’avventura, Brent Hoberman, con cui fondò il sito, ha fatto in tempo a sposarsi, a fare figli, a godersi qualche fine settimana. Lei no, sempre in ufficio, fino alla noia. Infatti, ora ammette: “Ho lavorato su una cosa sola, ed è stato fantastico, ma ho sempre voluto fare qualcos’altro”. [...] Certo avrà tempo per riflettere, visto che se ne va con un capitale di trenta milioni di sterline (“un milione per ogni anno della sua vita”, computano gl’invidiosi), pari a oltre quarantadue milioni di euro. Ma se lo merita: aperto nel giorno dei pesci d’aprile, con due dipendenti in un ufficetto, “lastminute.com” è stato tutt’altro che uno scherzo. Lei e Brent cominciarono a chiamare le compagnie aeree, mendicando un incontro per spiegare la loro idea. Lentamente, convinsero le società a girare sul loro sito le disponibilità invendute. Poi ci fu il collocamento in Borsa, quando il boom di Internet pareva senza limiti, e gli inglesi affamati di successo si buttarono sul titolo. Né il crollo successivo ha portato al fallimento di “lastimute.com”. Anzi: lavorando come formiche, Martha e Brent hanno risalito la china, hanno continuato a fare contratti e acquisizioni, e oggi l’azienda conta 1400 dipendenti e vale 740 milioni di sterline, oltre un miliardo di euro. Naturalmente, se fosse una favola, bisognerebbe che Martha fosse anche la ragazza del popolo che s’è fatta principessa. Ma, nella realtà, le fiabe sono più prosaiche, e Martha stessa ammette d’essere “posh”, cioè appartenente alla società bene: suo padre Robin è un professore di Oxford, che per diletto scrive articoli di giardinaggio sul “Financial Times”, e sua madre Louisa, figlia del marchese di Anglesey, ha una propria azienda che organizza pranzi per la società accademica. Lei stessa, Martha, ha studiato in una scuola privata elitaria, Westminster, e ha fatto l’università a Oxford, Magdalen College, dove s’è laureata in storia antica. Stava lavorando sul progetto di pay-tv per Carlton, una televisione commerciale, quando incontrò Brent e, assieme, inventarono “lastminute. com”. Insomma, una ragazza, come dicono gli inglesi, nata con il cucchiaio d’argento in bocca. Viziata: “I miei genitori mi hanno concesso il lusso di pensare che potevo fare qualunque cosa. E l’ho fatta”. E sicura di sé: racconta George Coelho, già capo degli investimenti internazionali di “Intel”, una società che ha investito dollari a palate in “lastminute.com”, che una volta Martha Lane Fox, bionda, esile, ma dura come il ferro, chiamata di fronte a una platea di “venture capitalists” - gente che fiuta i migliori affari su cui speculare - li apostrofò: “Perché non vi chiamate imprenditori finanziari?”. Quegli uomini in gessato, soprattutto banchieri, non s’erano mai sentiti trattati così, e s’innamorarono (finanziariamente) di lei. Ora, forse, si sentiranno sedotti e abbandonati» (Alessio Altichieri, “Corriere della Sera” 25/11/2003).