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 2003  novembre 25 Martedì calendario

Campbell Sol

• Newham (Gran Bretagna) 18 settembre 1974. Calciatore. Del Notts County. Ha giocato anche con Tottenham, Arsenal, Portsmouth. Nel 2003 ottenne la nomination al Pallone d’Oro • «Per imporsi gli basta l’impressionante prestanza atletica, gli urli e i richiami li lascia agli altri. [...] La precocità, che dopo la trafila nelle giovanili del Tottenham gli ha regalato l’esordio in Premiership a 18 anni: schierato come attaccante contro il Chelsea, è andato subito a segno. La duttilità, che ne ha fatto un jolly per buona parte della stagione successiva (1993/1994, 34 presenze). La carriera in nazionale, cominciata a 21 anni e premiata a 23 dalla prima fascia di capitano. Infine, un record significativo: è stato il primo capitano di colore premiato con un trofeo a Wembley (la Coppa di Lega 1999).[...]» (Marco Strazzi, ”Guerin Sportivo” 6/6/2001) • «[...] Detto The Rock, la roccia, per tutto quel che di buono ha fatto vedere in campo in quasi 15 anni di carriera, e enigma per quello che è riuscito a nascondere di sé al voracissimo star-system calcistico inglese. Mica tanto. Ma è l’intenzione quella che conta. Al Guardian [...] ha dichiarato: ”Chi si è veramente lo può dire solo il tempo”. [...] ininterrottamente al centro della difesa inglese dai Mondiali del 1998, l’anno di un Inghilterra-Argentina che, dopo l’espulsione di Beckham finì con l’eliminazione ai rigori perché sul 2-2 l’arbitro danese Milton annullò proprio a lui un gol di testa per un fallo di Shearer sul portiere. Gli inglesi, quella volta, diventarono pazzi. Mandarono vagonate di lettere di protesta a Milton scrivendo sulla busta indirizzi tipo ”all’arbitro dei mondiali, Danimarca”, che vennero prontamente recapitate dall’efficentissima posta danese. Per uno scherzo del destino, la vicenda si è ripetuta esattamente uguale agli Europei del 2004, in Inghilterra-Portogallo. A un soffio dalla fine, Campbell segnò di testa il gol che avrebbe potuto dare la vittoria ai suoi ma l’arbitro Urs Meier vide un fallo di John Terry sul portiere e non convalidò. La sua è anche la storia di un eroe mancato. Quell’estate, mentre gli inglesi tempestavano lo svizzero Meier di telefonate e mail irripetibili (il Sun aveva gentilmente fornito numeri e indirizzo), Campbell andò in vacanza a Capri su uno yatch enorme. Con lui la fidanzata dell’epoca, la designer d’interni Kelly Hoppen. ”E chi si crede di essere, Puff Daddy?”, commentò amaro il compagno di squadra Ashley Cole. Sull’isola erano segnalati altresì Moggi e Cannavaro. La frittata era fatta. Ha scritto Kevin McCarra sul Guardian: ”Dal Portogallo, Campbell non è più tornato”. Tra il 2004 e il 2005, il roccioso difensore ha perso suo padre; ha visto un fratello finire in carcere per aver picchiato un compagno di università tifoso del Tottenham il quale sosteneva che Sol fosse gay (vecchia storia, come vedremo); si è ritrovato a sua volta padre di un pupo perché una ex fidanzata ha preteso la prova del Dna. Nel frattempo, un infortunio al tendine di Achille lo tenuto fuori squadra per mesi, fino a fargli perdere il posto. Da allora, i tabloid gli hanno attribuito soprattutto una serie di flirt clamorosi, e molto lontani dal genere velina: la tennista Martina Hingis, la cantante Dido, la modella Elle Mc Pherson, la ricchissima stilista Karen Miller. Mancando però la notizia più importante: ”Ha dei grossi problemi personali” (Robert Pires); ” depresso, ha perso confidenza in se stesso” (Arsene Wenger). Nato nell’east London, figlio di un operaio del turno di notte delle ferrovie e di un’addetta alla mensa della Ford, entrambi di origine giamaicana, cresciuto in mezzo a nove fratelli e due sorelle, Sol Campbell ha lungamente giocato a pallone al parco prima di essere selezionato dalla prestigiosa accademia dell’Federazione calcio inglese. ”Vengo da una giungla d’asfalto e questo involontariamente mi ha reso un giocatore molto forte”. Nel 1992 esordisce col Tottenham. Nel 1995, a 21 anni, indossa la prima maglia della nazionale. Dura solo 27 minuti. Eire-Inghilterra giocata a Dublino viene sospesa per le intemperanze di un gruppo di hooligans e neofascisti inglesi sugli spalti. Nel 1996 esordisce di nuovo in nazionale contro l’Ungheria e segna un gol. Nel 2001, infine, il fattaccio: rifiutata l’offerta di restare al Tottenham e firma a sorpresa per gli arcirivali dell’Arsenal. Entra a far parte dei dieci calciatori più pagati d’Inghilterra. Vince due scudetti e una Fa Cup. Ma si attira l’odio perenne dei tifosi del Tottenham che lo ricordano sempre nei loro cori. Di lui, mettono in giro la voce che è gay. L’omofobia di spalti e spogliatoi fa il resto. In realtà Sol Campbell è tra i giocatori che, assieme a Beckham, in questi anni ha sfidato più radicalmente l’iconografia del calciatore macho e demente. ”Più invecchio e più mi rendo conto di quante cose non so. Voglio andare in nuovi posti, imparare cose nuove”. Nel 2000 recita nel film di Guy Ritchie Snatch: una comparsata da buttafuori. Il cinema lo seduce. Ha raccontato in un’intervista di aver frequentato corsi di recitazione in Marocco e negli Stati Uniti, solo perché lì nessuno lo conosceva. [...] Ha provato a occuparsi di moda. Ha ripreso in mano i libri di storia. Ha studiato un po’ di francese. Dice in un’intervista a Kick it out di non aver provato il razzismo sulla sua pelle. [...]» (Alberto Piccinini, ”il manifesto” 8/2/2006).