Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  novembre 24 Lunedì calendario

Migliaia di disegni dedicati agli animali, preistorici o del futuro. Il successo della iniziativa lanciata dalla ”Macchina del tempo” non è casuale

Migliaia di disegni dedicati agli animali, preistorici o del futuro. Il successo della iniziativa lanciata dalla ”Macchina del tempo” non è casuale. Da sempre i bambini sono affascinati dalla natura. Interesse che emerge con chiarezza anche dai sondaggi, svolti nell’arco degli ultimi cinque anni dalla fondazione Movimento bambino, fondata dalla psicoterapeuta e scrittrice Maria Rita Parsi. Il 70,8 per cento dei 14.000 ragazzi intervistati, dai 6 ai 18 anni, ha dichiarato, infatti, di essere preoccupato per l’avvenire degli animali. Continuamente investiti da notizie di morte e distruzione, i giovanissimi sognano un mondo dove gli altri esseri viventi siano protetti e possano vivere liberi. Sperano ancora nel futuro, nonostante gli spettri dei terremoti, del terrorismo e delle guerre. Perché credono in un antidoto contro le brutture del mondo: la scienza. «Per i ragazzini, scienza e tecnologia sono come bacchette magiche» spiega la professoressa Parsi. «Una garanzia per il futuro. Credono negli scienziati, che sentono loro alleati nella lotta contro la morte: quella dei singoli, provocata ad esempio da malattie come l’Aids e il cancro, delle quali, oltre a sentirne continuamente parlare, ne vedono i durissimi effetti, e quella collettiva, causata dalla guerra e dalle bombe. Gli scienziati per loro sono come maghi. Anche per questo la favola di Harry Potter ha avuto tanto successo. Non solo perché attinge ai miti e ai simboli, ma soprattutto perché la magia moderna è costituita dalla scienza e dalla tecnologia nella quale vivono immersi. D’altra parte» continua la Parsi «la parola magia deriva dalla radice mag che significa potenza. E oggi i bambini, avendo spesso a che fare con videogames, Internet e cellulari, vivono situazioni di ”onnipresenza” e di ”onniscienza”. La velocità e la globalità delle comunicazioni infatti, danno l’impressione di poter sapere tutto quello che vogliono in tempi brevissimi, essere presenti in ogni luogo e di poter stabilire, in ogni momento, la comunicazione con chi vogliono, come farebbe un mago.» I ragazzi (8mila tra i 6 e i 14 anni, 6mila tra 14 e i 18, metà maschi e metà femmine di ogni ceto sociale) interrogati dagli psicologi, hanno espresso così il loro pensiero: al secondo posto nella lista delle cose in cui credono c’è la scienza (85%), subito dopo la tecnologia (82,2%). Mentre al primo posto (90,2%) la pace, che però, sostiene la Parsi, «essendo il tema intorno cui ha sempre ruotato ogni nostra iniziativa, è un dato sostenuto dal contesto». Quindi, scienza e tecnologia svettano su ogni altro valore, battendo persino lo sport (73 %). D’altra parte, i ragazzi oggi sono protagonisti, in prima persona, dei progressi tecnico-scientifici. Vengono bombardati di stimoli. Usufruiscono sempre più della new technology. FICTION E REALTà Dall’ultimo rapporto Eurispes sulla condizione dell’infanzia in Italia, risulta infatti che il 64,5 per cento dei ragazzi usa il computer: la maggior parte come videogioco, il 15,4 per Internet, e il 27 per cento per studio. Senza contare il ruolo della televisione: a 14 anni i ragazzi hanno già passato 15.000 ore davanti allo schermo, 4.000 in più che sui banchi di scuola. «Questa globalizzazione della comunicazione presenta aspetti ambivalenti:» commenta la Parsi «da una parte contribuisce a far vivere ai ragazzi le angosce del mondo, investendoli di notizie negative; dall’altra, stando seduti sulla poltrona del villaggio globale, trasmette la sensazione di avere tutto sotto controllo». Oltre alle speranze, i bambini, ovviamente, nutrono anche delle paure: temono la distruzione della Terra (82,7%), degli animali, come abbiamo già accennato (70,8%), e la guerra (70,1%). Ma allora come vedono il loro futuro? «Gli viene continuamente raccontato. Non sono lasciati liberi di immaginarselo: hanno una visione anticipata dai film, pieni di effetti speciali. Ma un dato nuovo ci ha molto stupito: tra i valori da salvare per un mondo migliore, i bambini hanno messo la spiritualità» Isabella Vergara Caffarelli