Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 24 novembre 2003
Andrea De Adamich (foto), ex pilota, noto commentatore di Formula Uno sulle reti Mediaset e fondatore della più famosa scuola di guida sicura italiana, non si preoccupa dell’evoluzione dell’auto, ma di quella degli automobilisti
Andrea De Adamich (foto), ex pilota, noto commentatore di Formula Uno sulle reti Mediaset e fondatore della più famosa scuola di guida sicura italiana, non si preoccupa dell’evoluzione dell’auto, ma di quella degli automobilisti. «Ora la patente è un documento poco più che anagrafico. Ce l’hanno tutti e non certifica se uno sa effettivamente guidare bene oppure no. Io vedo di buon occhio l’elettronica a bordo. Eviterà tanti incidenti. Il rischio è di avere auto geniali guidate da piloti trogloditi». Cosa significa? «Significa che già oggi le auto sono infinitamente migliori di chi le guida. Già oggi se chi sta al volante sapesse condurre correttamente il suo mezzo, gli incidenti stradali sarebbero molto meno». Ma le auto controllate elettronicamente non saranno più facili da guidare? «Non è detto. Un incapace fa danni sempre, su un triciclo come su un’astronave. Vuole un esempio? Sono 20 anni che sulle auto c’è l’Abs. Eppure molti, quando sentono la vibrazione sul pedale del freno (tipica di questo sistema) portano la macchina dal concessionario, pensando ad un guasto, oppure sollevano il piede, allungando gli spazi d’arresto. Con più elettronica ci saranno più spazi per gli equivoci. Se la gente continuerà a guidare, e questo mi sembra lo scenario più ragionevole, dovrà imparare a guidare meglio». Ma non sarebbe meglio usare auto teleguidate, dove si sale e si scende e basta? «Non credo che molti vorrebbero acquistare un’auto che funziona totalmente da sola».