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 2003  novembre 24 Lunedì calendario

Alberto Broggi è un giovane docente della facoltà di Ingegneria di Parma. Ha messo a punto, insieme ai suoi colleghi, Argo: una vecchia Lancia Thema che ha fatto già migliaia di km guidata completamente dal computer di bordo

Alberto Broggi è un giovane docente della facoltà di Ingegneria di Parma. Ha messo a punto, insieme ai suoi colleghi, Argo: una vecchia Lancia Thema che ha fatto già migliaia di km guidata completamente dal computer di bordo. «L’abbiamo costruita all’interno dell’ateneo, senza finanziamenti. Quindi con tecnologia a basso costo. Il computer di bordo è un normalissimo portatile, mentre le telecamere che inviano dati al computer sono quelle dei videocitofoni. Insomma, ci siamo arrangiati». Ma come funziona Argo? «La guida automatica per ora ha due modalità: la prima segue la carreggiata; la seconda, adatta in autostrada, segue il veicolo che sta di fronte. Ovviamente potremmo anche definire una terza modalità, legata al navigatore satellitare, ma abbiamo poche risorse, e ora siamo concentrati sul problema pedoni». Ovvero? «I computer hanno difficoltà a distinguere i pedoni: hanno colori, posture, forme e dimensioni diverse. Sembra che la strada giusta sia quella della telecamera a infrarossi, che rileva il calore. Abbiamo appena iniziato la sperimentazione». Come vede il futuro? Guideremo ancora o farà tutto il computer? «Credo in una via di mezzo, almeno nei prossimi anni. Guideremo noi sulle strade belle, ma da Bologna a Milano, nella nebbia, inseriremo il pilota automatico. Sempre che si risolvano i problemi più scottanti: quelli legali. Se si guasta il sistema automatico e avviene un incidente, chi paga? La casa automobilistica o il conducente? è un bel dilemma».