Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 24 novembre 2003
Le forme esistenti di energia pulita non bastano a soddisfare il fabbisogno del pianeta. E resta aperto il problema dell’effetto serra (la CO2 generata dai combustibili fossili che impedisce al calore di dissiparsi nello spazio)
Le forme esistenti di energia pulita non bastano a soddisfare il fabbisogno del pianeta. E resta aperto il problema dell’effetto serra (la CO2 generata dai combustibili fossili che impedisce al calore di dissiparsi nello spazio). A questa disarmante conclusione è giunto un gruppo di 18 ricercatori guidati da Martin Hoffert (professore di fisica all’università di New York), che ha fatto il punto sulle tecniche di produzione energetica, analizzando la loro capacità di soddisfare il fabbisogno presente (10 terawatt) e futuro (30 terawatt) della Terra, e la loro capacità di essere distribuite su larga scala. Oggi l’85% dell’energia è ricavato da combustibili fossili il cui consumo produce CO2; d’altra parte, le energie alternative (eolica, solare e nucleare) sono troppo costose per essere applicate su larga scala. Le riserve di uranio sono limitate, e per quanto riguarda i pannelli foto- voltaici e le centrali eoliche, si dovrebbe coprire oltre il 10% della superficie del pianeta per soddisfare il fabbisogno attuale di energia. Un problema non da poco: nel secolo scorso il livello di CO2 nell’atmosfera è salito da 275 a 370 parti per milione, ed è destinato a raggiungere quota 550 nel 2100. Morale? Occorre cooperare e puntare sulla ricerca per scoprire fonti meno dannose di energia.