Americo Bonanni Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 24 novembre 2003
Sanno già che non batteranno il record stabilito dalla stazione russa Vostok, che con una temperatura di 89,2° C sotto zero si guadagnò anni fa il titolo di luogo più freddo della Terra
Sanno già che non batteranno il record stabilito dalla stazione russa Vostok, che con una temperatura di 89,2° C sotto zero si guadagnò anni fa il titolo di luogo più freddo della Terra. Ma alla base Concordia, attualmente in costruzione da parte di Italia e Francia, l’inverno polare porterà comunque i termometri molto vicino a quella temperatura. Come le altre basi permanenti di quelle regioni estreme del Polo Sud, Concordia somiglierà ad una stazione spaziale: isolati dal resto del mondo per i lunghi mesi invernali, 16 tra scienziati e tecnici vivranno lì per eseguire una serie di ricerche dall’astrofisica alla climatologia. Il tutto in un ambiente tra i più ostili, dentro una struttura metallica del peso di quasi trecento tonnellate, composta da due torri che per gli esploratori saranno casa, città, laboratorio e centro ricreativo. Ma sarà anche la base operativa da cui partiranno nuovi studi sui laghi subglaciali. La base, infatti, sta sorgendo nello stesso punto del campo italiano Dome C, da dove il professor Tabacco ed i suoi collaboratori sono partiti per le esplorazioni che hanno portato alla scoperta dei nuovi laghi sotto la calotta polare. A Dome C si va, però, solo d’estate, mentre la nuova struttura sarà operativa per tutto l’anno. L’omonimo lago Concordia è a poco più di 100 km di distanza, e tutto intorno ci sono molti altri laghi minori che potranno rappresentare la palestra ideale per l’esplorazione di questi mondi nuovi.