Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 24 novembre 2003
Troppe radiazioni sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Una ricerca della Nasa e di un team austro-russo ha svelato che sulla Stazione gli astronauti sono sottoposti a 1 millisievert di radiazioni al giorno: la dose di radiazioni naturali che un uomo subirebbe sulla Terra in un anno
Troppe radiazioni sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Una ricerca della Nasa e di un team austro-russo ha svelato che sulla Stazione gli astronauti sono sottoposti a 1 millisievert di radiazioni al giorno: la dose di radiazioni naturali che un uomo subirebbe sulla Terra in un anno. In tre mesi nello spazio, gli astronauti avrebbero 1/10 del rischio di cancro dei fumatori abituali. Le radiazioni sono causate dall’urto di ioni pesanti dei raggi cosmici sullo scafo delle navi spaziali. Per mitigare questo effetto, la Stazione è schermata con polietiliene, meno soggetto ad emettere neutroni quando è colpito da ioni. Ma questo schermo non basta: per aumentare la protezione, «occorrerebbe mettere così tanti schermi da rendere la Stazione incredibilmente pesante», dice Frank Cucinotta della Nasa. Ancora peggio accadrebbe agli astronauti fuori dal campo magnetico protettivo della Terra: nello spazio, il rischio di morire di cancro aumenta del 20%. «Se inviassimo due persone su Marte, una morirebbe», sintetizza il professor Marco Durante dell’università Federico II di Napoli, che ha studiato le radiazioni sulla Mir. Su 8 astronauti che avevano passato 70 giorni sulla Mir, 3 avevano anormalità ai cromosomi, stadio che precede il cancro.