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 2003  novembre 24 Lunedì calendario

Un approccio basato sulla neurologia, la fisiologia e la psicologia, è quello del volume Altre menti (Il Mulino, 23,24 euro) di Giorgio Vallortigara, professore di psicologia animale e comparata all’Università di Trieste, autore tra l’altro di L’evoluzione della lateralizzazione cerebrale

Un approccio basato sulla neurologia, la fisiologia e la psicologia, è quello del volume Altre menti (Il Mulino, 23,24 euro) di Giorgio Vallortigara, professore di psicologia animale e comparata all’Università di Trieste, autore tra l’altro di L’evoluzione della lateralizzazione cerebrale. Il libro, pubblicato nel 2000, rappresenta uno studio comparato della cognizione animale e parte da una tesi già proposta da Konrad Lorenz: «I processi cognitivi sono prima di tutto specializzazioni adattative, cioè meccanismi forgiati dalla selezione naturale per la soluzione degli specifici problemi che gli organismi hanno incontrato nel proprio ambiente». Tesi poi rafforzata dalle scoperte neurologiche degli ultimi anni che non hanno evidenziato «fondamentali differenze» strutturali e funzionali tra i neuroni e le relative sinapsi dell’uomo, del calamaro e della lumaca. Inoltre l’autore rende giustizia ai volatili le cui capacità intellettive sono state sempre sottostimate. «Gli uccelli esibiscono comportamenti complessi», dice Vallortigara, «e per alcuni aspetti le loro prestazioni sembrano migliori di quelle raggiungibili dai mammiferi, basti pensare alle sorprendenti imprese che un pulcino, appena uscito dall’uovo, è in grado di fare in rapporto a un neonato umano». Secondo l’autore «Gli uccelli, come i mammiferi, sono provvisti di un cervello asimmetrico e i meccanismi alla base dell’apprendimento sembrano i medesimi. Tuttavia il cervello degli uccelli e quello dei mammiferi sono diversi per molti aspetti ma proprio per tali differenze, lo studio del cervello e della cognizione degli uccelli può aiutarci a svelare il modo in cui il tessuto nervoso opera per produrre il comportamento intelligente». In definitiva «cervello di gallina» non potrà più essere considerato un insulto.