Oscar Grazioli Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 22 novembre 2003
A Rio, un leone marino americano, i giochi con le lettere devono essere piaciuti molto, se dopo dieci anni che non li faceva più, se li ricordava ancora
A Rio, un leone marino americano, i giochi con le lettere devono essere piaciuti molto, se dopo dieci anni che non li faceva più, se li ricordava ancora. La memoria di questi animali, Zalophus californianus, è davvero ottima, e dopo quella umana probabilmente una delle migliori. Certamente è il primo caso accertato scientificamente di un animale non appartenente alle scimmie che ricorda un’idea, quella di identità, dopo molti anni. Colleen Kastak e Ronald Schusterman, due biologi dell’Università della California a Santa Cruz, avevano insegnato nel 1991 a Rio un semplice gioco: doveva trovare, tra tante, una lettera identica a quella mostrata dai ricercatori. Se la risposta era giusta riceveva in premio una merenda. Nel 2001 Kastak e Schusterman hanno riproposto al leone marino lo stesso gioco con lettere diverse: Rio si ricordava perfettamente quello che doveva fare. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista ”Animal Cognition”.