Isabella Vergara Caffarelli Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 22 novembre 2003
Per alcuni la morte del gatto di famiglia è un evento doloroso, per altri una prospettiva di mercato
Per alcuni la morte del gatto di famiglia è un evento doloroso, per altri una prospettiva di mercato. La Genetic Savings & Clone (GSC), fondata dal miliardario John Sperling, ha infatti creato una banca genetica di Dna per poter clonare gli animali da compagnia scomparsi. L’idea non è così strampalata come sembra, perchè con la stessa tecnica di trasferimento nucleare utilizzata per creare la pecora Dolly, nel 2001 i ricercatori dell’Università texana A&M, finanziati per più di 3,5 milioni di euro proprio dalla compagnia di Sperling, hanno clonato la gatta Rainbow ottenendo Cc (Carbon copy, copia carbone in inglese). Peccato che Cc fosse sì un perfetto clone genetico di Rainbow, ma i loro mantelli fossero completamente diversi. «La colorazione del pelo» spiega Duane Kraemer, coordinatore della ricerca presso la A&M «non dipende solo da fattori genetici, ma anche dall’ambiente». La GSC però non si perde d’animo e sta già sperimentando la clonazione, finora fallita, del cane. Isabella Vergara Caffarelli