Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 22 novembre 2003
Non sono le narici a riconoscere un nuovo odore, ma una piccola area del cervello. Noam Sobel, psicologo presso l’Università di Berkeley, in California, ha chiesto a 12 persone di tapparsi una narice per tre settimane ed esporre ogni giorno quella aperta a una particolare sostanza, l’androstenone chimico
Non sono le narici a riconoscere un nuovo odore, ma una piccola area del cervello. Noam Sobel, psicologo presso l’Università di Berkeley, in California, ha chiesto a 12 persone di tapparsi una narice per tre settimane ed esporre ogni giorno quella aperta a una particolare sostanza, l’androstenone chimico. Una volta liberata, anche la narice che non era mai stata esposta all’androstenone lo ha riconosciuto, segno che l’odore era stato memorizzato non nel naso, ma nei centri olfattivi del cervello. La ricerca è stata pubbliacata su ”Nature”.