Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 22 novembre 2003
Provigil, il nome non potrebbe essere più opportuno: permette di restare svegli anche per 48 ore filate senza perdere lucidità, non provoca l’eccitamento tipico di caffeina o anfetamine e non c’è bisogno di recuperare le ore di sonno perse
Provigil, il nome non potrebbe essere più opportuno: permette di restare svegli anche per 48 ore filate senza perdere lucidità, non provoca l’eccitamento tipico di caffeina o anfetamine e non c’è bisogno di recuperare le ore di sonno perse. In Gran Bretagna e Stati Uniti questo farmaco, il cui principio attivo è il modafinil, è già approvato e prescritto a chi soffre di narcolessia, un raro disturbo del sonno che provoca un appisolamento involontario, ma la Cephalon, la casa produttrice americana, sta cercando di espanderne l’uso ed il mercato. Un primo test è stato condotto su 209 lavoratori turnisti di una fabbrica, dimostrando che il farmaco è in grado di ridurre la sonnolenza provocata dai ritmi di sonno irregolari e che è spesso causa di incidenti sul lavoro. Il mercato potenziale è però vastissimo: si va da tutti coloro che sono obbligati a lavorare di notte come poliziotti e medici, ai soldati coinvolti in operazioni speciali durante le quali non possono riposare. L’utilizzo più intenso potrebbe però essere quello di chi vuole restare sveglio a divertirsi senza accusare il colpo per la nottata in bianco. Paul Blake, vice presidente per la ricerca della Cephalon, avverte: «Il Provigil è un ottimo farmaco, ma non potrà mai sostituire una buona nottata di sonno».