La Macchina del Tempo, marzo 2003 (n.2), 22 novembre 2003
Sarebbe capace di ripulire in un mese l’intero contenuto inquinante della petroliera Prestige, naufragata al largo della Galizia lo scorso 19 novembre 2002
Sarebbe capace di ripulire in un mese l’intero contenuto inquinante della petroliera Prestige, naufragata al largo della Galizia lo scorso 19 novembre 2002. Purtroppo, però, la nave mangiapetrolio della società francese Alstom Marine è soltanto un progetto: si chiama Osh (Oil Sea Harvester, cioè raccoglitore di residui petroliferi dal mare) e ne è stato realizzato solo un modello in scala nel bacino di Nantes, in Francia. Il progetto è di scottante attualità. La Prestige trasportava 77mila tonnellate di gasolio: da quando è affondata ne sono fuoriuscite oltre 20mila, che hanno inquinato 1000 km di coste della Galizia fino ai Paesi Baschi, uccidendo migliaia di pesci e di uccelli marini. La Osh, che potrebbe essere operativa in un paio d’anni, sarà il più grande catamarano del mondo: lungo oltre 136 metri, largo 32, con un’autonomia di 30 giorni e capace di operare anche in condizioni proibitive (mare forza 7), è in grado di ripulire dal mare 20mila tonnellate di combustibile alla settimana. Il trimarano, infatti, riesce ad investire la marea nera e a stivare il combustibile galleggiante attraverso due canali(larghi 4 metri e lunghi 50), collocati a poppa, cioè nella parte posteriore. Il petrolio, non più movimentato dalle onde, può essere quindi filtrato o stivato in una petroliera vicina. Unico difetto della Osh: il costo, 100 milioni di euro, che l’Alstom spera di vedere finanziati almeno in parte dall’Unione europea. Per ora, in attesa che l’Europa imponga alle petroliere l’adozione del doppio scafo (più resistente in caso di naufragio), la Francia ha prestato alla Spagna il batiscafo Nautile, che sta cercando di chiudere le 14 falle della Prestige, a 3.500 metri di profondità.