La Macchina del Tempo, marzo 2003 (n.2), 22 novembre 2003
Sembra un’immensa torta di compleanno; in realtà è il primo specchio, largo 8,3 metri, del Large Bincocular Telescope (LBT), il telescopio binoculare ottico e infrarosso più grande del mondo che sarà costruito sul Monte Graham in Arizona, nel 2004
Sembra un’immensa torta di compleanno; in realtà è il primo specchio, largo 8,3 metri, del Large Bincocular Telescope (LBT), il telescopio binoculare ottico e infrarosso più grande del mondo che sarà costruito sul Monte Graham in Arizona, nel 2004. Lo specchio, realizzato al Laboratorio Steward dell’università dell’Arizona, è servito per testare il rivestimento con un sottile strato di alluminio riflettente, del peso di 30 grammi.Quando sarà pronto, LBT – che costerà 100 milioni di dollari - avrà una capacità di risoluzione di 10 volte superiore a quella del telescopio spaziale Hubble. Anche per merito dell’Italia: l’osservatorio di Arcetri (Firenze) è tra i progettisti e i costruttori. Ma non è l’unico fiore all’occhiello italiano nell’osservazione del cosmo. Nel Mediterraneo, a est di Catania, a 3-4 km metri di profondità, è in costruzione l’osservatorio Nemo, frutto della collaborazione tra l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e altri Paesi europei. Si tratta di 64 torri di 700 metri: serviranno a rilevare i neutrini, particelle subatomiche che si formano durante le reazioni nucleari delle stelle. Il mare può essere un ottimo schermo per gli altri raggi cosmici, consentendo di osservare le attività energetiche del cosmo.