La Macchina del Tempo, marzo 2003 (n.2), 22 novembre 2003
Le ali dell’insetto stecco (così chiamato per la forma sottile, simile a un ramoscello) erano scomparse da 50 milioni di anni
Le ali dell’insetto stecco (così chiamato per la forma sottile, simile a un ramoscello) erano scomparse da 50 milioni di anni. Sono riapparse nella specie Phasma giga, nativo della Papua Guinea, smentendo la legge di Dollo per cui un organismo che nella evoluzione perde un carattere complesso non lo riacquista più. Il gruppo di Michael F. Whiting, biologo alla Brigham Young University, ha analizzato il genoma di 37 specie, concludendo che «nonostante la scomparsa fisica delle ali, la sottostante genetica sembra essersi conservata». In 300 milioni di anni, da quando è apparso l’insetto, le ali si sarebbero rievolute almeno quattro volte. I risultati, pubblicati su ”Nature”, suggeriscono quindi che «la complessità può essere mantenuta per decine di milioni di anni». il primo caso noto della ricomparsa di una caratteristica complessa molto tempo dopo essere stata persa. Secondo Whiting, l’insetto stecco avrebbe perso le ali per mimetizzarsi al meglio. Ma un’altra spinta al cambiamento potrebbe stare nella capacità riproduttiva: gli esemplari privi di ali depongono più uova rispetto agli alati, che spesso le lanciano invece di seppellirle, sottoponendole a un più alto rischio di morte. Più uova, più possibilità di diffondere i propri geni alle generazioni successive.