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 2003  novembre 22 Sabato calendario

Terra bruciata. Questa era stata la tecnica di conquista di Cortés. Poi il nuovo padrone decise di fondare la futura capitale coloniale e si stabilì in ciò che restava della residenza di Motecuzoma II, uno dei pochi palazzi risparmiati

Terra bruciata. Questa era stata la tecnica di conquista di Cortés. Poi il nuovo padrone decise di fondare la futura capitale coloniale e si stabilì in ciò che restava della residenza di Motecuzoma II, uno dei pochi palazzi risparmiati. Tenochtitlan si ripopolò parzialmente. Cortés ebbe figli da tre donne dell’aristocrazia locale. Molti conquistadores lo imitarono per ereditare terreni. Cresceva la popolazione meticcia (oggi maggioritaria). Richiamato in Spagna nel 1528, Cortés fu privato del potere: non gli si addiceva un ruolo amministrativo. Un pesante sistema di tasse e lavoro forzato fu impiegato nella costruzione di chiese, monasteri, dighe. Solo nelle piccole città, gli indigeni mantennero l’amministrazione nelle mani della nobiltà locale. Alla fine del XVI secolo gli indigeni si erano ridotti a un decimo. Il calo delle nascite era una forma di resistenza. L’età per sposarsi fu abbassata dalle autorità religiose a 12 anni per prevenire rapporti prematrimoniali. Emerse il problema dell’alcol, non più regolato ritualmente. Le conversioni erano cominciate quando, nel 1520, il signore di Tlaxcallan si fece battezzare. Si arrivò a battesimi di massa di migliaia di uomini. Nel 1524 dodici monaci francescani adattarono elementi del culto indigeno a quello cristiano. La Vergine di Guadalupe prese il posto del tempio di Tonantzin a Tepeyac. Non era difficile infilare qualcosa di cristiano nel vasto olimpo locale ma il monoteismo sì: in segreto molti veneravano gli antichi dèi. I figli della nobiltà indigena ricevevano l’istruzione nelle scuole annesse ai monasteri. La Chiesa, sempre più ricca, aveva interesse a mantenere il controllo. Con la fine del colonialismo nel 1821, il Messico divenne indipendente ma le condizioni non migliorarono. Il problema dell’identità indigena non sarà mai sentito. E se oggi tre milioni di messicani parlano il nahuatl come prima lingua, non significa che siano consapevoli della propria storia.