Antonio Armano e Vito Tartamella, La Macchina del Tempo, marzo 2003 (n.2), 22 novembre 2003
La cioccolata veniva preparata macinando grani di Theobroma cacao (Theobroma, in greco, ”cibo degli dèi”) tostati sul fuoco, a volte con aggiunta farina di grano
La cioccolata veniva preparata macinando grani di Theobroma cacao (Theobroma, in greco, ”cibo degli dèi”) tostati sul fuoco, a volte con aggiunta farina di grano. Il tutto si polverizzava con una macina si miscelava con l’acqua. La miscela veniva resa uniforme con uno sbattitore a frusta di legno. Quando diventava schiumosa, si aromatizzava con peperoncino o vaniglia (estratta dai bacelli di una specie di orchidea, tra gli aromi più apprezzati). C’era anche chi invece addolciva col miele. La cioccolata, come anche il tè e il caffè, conteneva caffeina, stimolante popolare per gli effetti benefici contro la fatica. Il codice Mendoza documenta che il cacao, prodotto non direttamente dagli Aztechi ma più a sud, rappresentava uno dei tributi principali pagato da alcune regioni sottomesse. Talmente tenuto in pregio che i semi venivano usati come moneta, o meglio merce di scambio universalmente accettata. Il vocabolo spagnolo chocolate si è sempre creduto derivare dall’azteco chocolatl. Ma non esiste nella lingua nahuatl né la parola choco per cacao né latl per acqua. Gli Aztechi chiamavano la cioccolata cacahuatl. Altri la fanno derivare da xocoatl, cioè da xoco per amaro e atl per acqua. probabile che i conquistadores acquisirono familiarità con la bevanda fra i maya dello Yucatán, che la chiamavano chacao haa, letteralmente calda acqua. A differenza degli Aztechi, la bevevano calda. Poiché un’altra parola yucateca per calda era chocol, un modo alternativo per dire la stessa cosa sarebbe stato chocol haa. Gli Spagnoli rimpiazzarono forse la parola maya per acqua, haa con quella azteca, atl. Così ottennero il termine chocolatl e poi lo ispanizzarono in chocolate. Ma perché preferirono adottare questo termine invece dell’azteco cacahuatl? Avevano imparato a berla calda e addolcita con lo zucchero di canna, molto meglio della fredda e amara ricetta azteca? O temevano di rovinare il lancio sulle corti europee di una bevanda marrone con un nome che iniziava con caca. Nel XVIII secolo gli inglesi sottrassero al Sudamerica il monopolio della coltivazione trapiantandola in Africa.