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 2003  novembre 22 Sabato calendario

La vita azteca, sia a livello privato che pubblico, era scandita da due calendari. Uno, sacro, era composto di 260 giorni e dalla combinazione di venti segni, con numeri dall’uno al tredici

La vita azteca, sia a livello privato che pubblico, era scandita da due calendari. Uno, sacro, era composto di 260 giorni e dalla combinazione di venti segni, con numeri dall’uno al tredici. I segni erano: coccodrillo, fiore, pioggia, coltello, movimento, avvoltoio, aquila, giaguaro, canna, erba, scimmia, cane, acqua, coniglio, cervo, teschio, serpente, lucertola, casa e vento. E servivano per dare un nome ai giorni. Ciascun giorno aveva una divinità per il dì e una per la notte (come i nostri santi). L’altro calendario, quello solare, segnava un normale anno di 365 giorni, divisi in 18 periodi di 20 giorni ciascuno, il mese azteco, più un resto di cinque. Questi cinque giorni di resto (il nemontemi) erano considerati sfortunati, tanto che durante la loro decorrenza ogni attività veniva sospesa, peggio che da noi il martedì 13 o il venerdì 17. I due calendari, che si chiamavano rispettivamente tonalpohualli e xihupohualli, cominciavano insieme per tornare ad allinearsi ogni 52 anni. In conseguenza di questa scansione temporale, che era data dalla sintesi di sacro ed astrale, si credeva che tutto, ogni 52 anni, si rinnovasse. Tale periodo di tempo si potrebbe classificare come secolo azteco, ma non c’era una successione cronologica: ogni periodo si ripeteva senza differenziarsi, nella denominazione, dal precedente. Dunque, è difficile parlare di vero e proprio secolo. Al contrario, la programmazione calendariale annua governava tutte le attività della società azteca, quelle individuali e le pubbliche. Insomma, non solo c’erano scadenze programmate, ma prima di fare quasi qualsiasi cosa occorreva assicurarsi che il momento fosse propizio. Si pensa che entrambi i calendari siano stati presi dai maya che possedevano notevoli nozioni astronomiche. Del resto il Sole interseca ogni 260 giorni un punto zenith vicino a Copán, città maya oggi in Honduras.