La Macchina del Tempo, marzo 2003 (n.2), 22 novembre 2003
Come fa l’embrione a restare attaccato alle pareti dell’utero? Se lo sono chiesti innumerevoli medici alle prese con gravidanze difficili e problemi di fertilità dovuti proprio alla scarsa aderenza di alcuni embrioni alle pareti dell’utero materno
Come fa l’embrione a restare attaccato alle pareti dell’utero? Se lo sono chiesti innumerevoli medici alle prese con gravidanze difficili e problemi di fertilità dovuti proprio alla scarsa aderenza di alcuni embrioni alle pareti dell’utero materno. Olga Gebanchev e Susan Fischer, dell’Università della California a San Francisco sono finalmente riuscite a rispondere a questa domanda: il trucco è la L-selectina, una proteina capace di funzionare come un vero e proprio collante. «Come avvenga l’adesione dell’embrione alla parete uterina è ancora poco chiaro» osserva Olga Gebanchev che ha presentato la ricerca nel numero di ”Science” del 17 gennaio scorso, «ma capire i primi passi molecolari di questo processo potrebbe aiutare a ridurre i problemi di fertilità di molte donne». L’infertilità rimane un problema gravissimo perché il 75 per cento delle gravidanze che non supera la ventesima settimana, proprio perchè l’embrione non è riuscito ad impiantarsi correttamente nell’utero.