La Macchina del Tempo, marzo 2003 (n.2), 22 novembre 2003
In attesa del vaccino la prossima arma contro l’Aids potrebbero essere Kos e Knos, i due zuccheri scoperti da Elisa Vincenzi e Guido Poli presso i laboratori del San Raffaele di Milano in collaborazione con la società Glycores
In attesa del vaccino la prossima arma contro l’Aids potrebbero essere Kos e Knos, i due zuccheri scoperti da Elisa Vincenzi e Guido Poli presso i laboratori del San Raffaele di Milano in collaborazione con la società Glycores. La struttura di Kos e Knos è molto simile a quella dello zucchero K5, prodotto dall’Escherichia coli, un batterio con il quale l’uomo è abituato da tempo a convivere, e all’eparina, una sostanza naturalmente presente nell’organismo umano e quindi ben tollerata. Vincenzi e Poli hanno arricchito la struttura chimica di base del K5 con molecole di zolfo, creando così due grandi molecole con una forte attività antivirale e una carica elettrica negativa che attrae quella positiva dell’involucro del virus Hiv, avvolgendolo. Questa sorta di fodera molecolare paralizza il virus, per il quale diventa impossibile legarsi alla superficie della cellule per poi penetrarvi e replicarsi. Con le due nuove molecole i ricercatori sperano di sviluppare nel giro di cinque anni una crema microbicida in grado di funzionare come un ”profilattico femminile” particolarmente utile per limitare il dilagare dell’Aids nei Paesi in via di sviluppo dove risiede il 95% degli infettati.