Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  novembre 22 Sabato calendario

«Cammina. Per ora solo movimenti appena percettibili. Ma per Gigliola, paraplegica lombarda di ventotto anni, sono più preziosi dell’ oro

«Cammina. Per ora solo movimenti appena percettibili. Ma per Gigliola, paraplegica lombarda di ventotto anni, sono più preziosi dell’ oro. A condannarla alla sedia a rotelle era stato, cinque anni fa, un incidente stradale che le aveva procurato una lesione totale del midollo spinale. Un caso irrecuperabile. Ora, invece, da qualche settimana, riesce ad abbozzare una camminata, aiutandosi con un girello pieghevole. (...) un miracolo laico, della scienza: frutto delle ricerche compiute per ventidue anni da Giorgio Brunelli, professore di clinica ortopedica dell’ Università di Brescia e presidente della Fondazione sulla ricerca delle lesioni del midollo spinale. Brunelli ha inventato un sistema per collegare direttamente i neuroni dal cervello ai muscoli, bypassando il midollo lesionato. (...) Sull’esperimento di Brunelli, qualcuno all’interno della comunità scientifica, ha sollevato perplessità di altro tipo. «Se l’operazione dovesse fallire», aveva sostenuto in passato Wise Young, della Rutgers University, «comprometterebbe ulteriormente la situazione fisica del malato, anche in vista di possibili nuovi approcci futuri». Brunelli, che è stato autorizzato alla sperimentazione dal Comitato etico del Servizio sanitario nazionale, replica così: «Noi innerviamo solo tre muscoli su cinquanta. Se nel frattempo la ricerca facesse nuove scoperte, ci sarebbero altri 47 muscoli sui quali si potrebbe ancora intervenire». (Davide Carlucci, ’la Repubblica”, 28 dicembre 2002)