La Macchina del Tempo, marzo 2003 (n.2), 22 novembre 2003
Non è un caso se il somalo Ali Maow Maalim è oggi il più grande paladino delle vaccinazioni. Maalim, 46 anni, è infatti l’ultima persona al mondo ad aver contratto il vaiolo, quando nel 1977 lavorava per il ministero della Sanità somalo ed evitò volontariamente la vaccinazione pur sapendo che il virus mieteva vittime nel suo paese
Non è un caso se il somalo Ali Maow Maalim è oggi il più grande paladino delle vaccinazioni. Maalim, 46 anni, è infatti l’ultima persona al mondo ad aver contratto il vaiolo, quando nel 1977 lavorava per il ministero della Sanità somalo ed evitò volontariamente la vaccinazione pur sapendo che il virus mieteva vittime nel suo paese. «Ero spaventato dagli aghi» spiega Maalim, che porta ancora le cicatrici delle pustule del ”furuq” , come viene chiamata la malattia in Africa orientale, sul collo e sulle gambe (nella foto piccola a destra una sua immagine a 21 anni, ancora con le cicatrici causate dall’infezione), «e dissi che ero già vaccinato, ma quando fui confinato per 55 giorni in un lazzareto capii il mio errore». Il vaiolo, che uccideva dai tre ai quattro milioni di persone all’anno, è stato eradicato nel 1979 grazie alle campagne di vaccinazione ed il virus non esiste più in natura, ma solo nei campioni conservati nei laboratori di massima sicurezza negli Stati Uniti ed in Russia. Oggi Maalim lavora per l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Unicef nelle campagne di vaccinazione per eradicare completamente la tubercolosi, ancora endemica in molte regioni (nei paesi in via di sviluppo colpisce più del due percento della popolazione) e la poliomelite, ormai in forte calo ( i casi sono passati da 350.000 nel 1988 a 480 nel 2001), ma ancora presente, soprattutto in Africa. «La strada per debellare queste malattie è ancora lunga» spiega Maalim, «ma spero che la mia storia convinca anche i più restii a vaccinarsi».