Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  novembre 22 Sabato calendario

Sono stati scoperti in Cina sei fossili di Microraptor, cugini dei Velociraptor, ricoperti di lunghe penne anche sulle zampe posteriori: 130 milioni di anni fa, i dinosauri planavano tra le chiome degli alberi

Sono stati scoperti in Cina sei fossili di Microraptor, cugini dei Velociraptor, ricoperti di lunghe penne anche sulle zampe posteriori: 130 milioni di anni fa, i dinosauri planavano tra le chiome degli alberi. L’annuncio è stato dato dalla rivista scientifica ”Nature”: nella Contea di Chaoyang, il paleontologo Xing Xu ha trovato sei dinosauri eccezionalmente fossilizzati con penne e piume attaccate sia agli arti anteriori sia a quelli posteriori. Le zampe, dispiegate nell’aria, avrebbero formato una sorprendente superficie planante a quattro ali, paragonabile al patagio degli scoiattoli volanti. Microraptor gui è un dinosauro molto piccolo, lungo 77 cm compresa la coda, e risale al Cretacico inferiore (124-145 milioni di anni fa). Il suo scheletro è simile a quello di un Velociraptor, tanto che appartiene alla stessa famiglia, quella dei dromeosauridi. Il fatto clamoroso è che i nuovi esemplari conservano piume che ricoprono tutto il corpo e la testa, ma soprattutto penne lunghe fino a 12 cm, attaccate ai quattro arti e all’estremità della coda. Le penne delle zampe posteriori sono disposte come nelle anteriori degli uccelli moderni: non c’è dubbio che, dal punto di vista funzionale, le gambe fossero vere e proprie ali. Bizzarro il fatto che le penne siano attaccate ai metatarsi, fino alle dita dei piedi: incompatibili con l’idea che i dromeosauri primitivi fossero animali corridori, perché penne così lunghe avrebbero strisciato per terra facendoli inciampare. Che gli uccelli discendano dai dinosauri è ormai assodato, grazie alle scoperte effettuate proprio in quel giacimento cinese. Ma nessuno avrebbe mai creduto che gli antenati dei nostri polli, delle aquile e dei canarini avessero quattro ali. Eppure Microraptor ha tantissimi particolari anatomici in comune con gli uccelli moderni, che lo differenziano dai raptor di Jurassic Park e che non sfuggono all’occhio attento del paleontologo. Ad esempio, lo sterno (cui si attaccano i muscoli delle ali) è un osso unico, largo e piatto, mentre negli altri dromeosauridi è ancora diviso in due piastre più piccole; il primo dito della mano è più corto e porta un ciuffetto di penne separate. è il precursore dell’alula degli uccelli moderni, poi copiata dall’uomo per realizzare i flaps degli aerei: la sua presenza indica un’alta capacità di controllo del volo, perché serve a impedire lo stallo a bassa velocità. Per oltre un secolo, il dibattito sull’origine degli uccelli si è basato su due ipotesi contrapposte: impararono a volare correndo o lanciandosi dagli alberi? La prima ipotesi, avvalorata dalle due ali e dalle lunghe zampe posteriori di Archaeopteryx, trovato nelle rocce giurassiche della Baviera, sembrava la più plausibile. Ma Microraptor sembra volato fuori dalle pagine di un libro del 1915, in cui l’ipotetico anello di congiunzione tra rettili e uccelli, chiamato Tetrapteryx (quattro ali), è una lucertola con lunghe zampe pennute, che plana tra i rami. Sebbene più giovane di Archaeopteryx di almeno 20 milioni di anni, Microraptor è più primitivo, perciò mostrerebbe quale era l’aspetto degli antenati comuni, i primi che impararono a librarsi in aria. Secondo i paleontologi cinesi, ciò indicherebbe che il volo planato comparve prima di quello attivo. I dinosauri alati che poi persero le penne posteriori, nel frattempo impararono a battere le ali trasformandosi negli uccelli moderni. * Museo di Storia Naturale di Milano Sezione di Paleontologia dei Vertebrati