Paola De Carolis, "Corriere della Sera" 15/11/2003 pagina 23., 15 novembre 2003
Celebrato dagli abitanti di Nabutautau, sull’isola di Viti Levu nell’arcipelago delle Figi, un rito d’espiazione per un fatto avvenuto 136 anni fa
Celebrato dagli abitanti di Nabutautau, sull’isola di Viti Levu nell’arcipelago delle Figi, un rito d’espiazione per un fatto avvenuto 136 anni fa. Il 21 luglio 1867, infatti, il missionario britannico Thomas Baker, colpevole d’aver preso un pettine dai capelli di un capo tribù, venne ucciso e mangiato. Secondo il capo Filimoni Nawawabalevi, da allora «la sfortuna ci perseguita»: «Se oggi non abbiamo corrente elettrica, se i nostri figli devono fare 25 chilometri per andare a scuola, se le piogge regolarmente sommergono e distruggono il raccolto, la colpa è di quel gesto infame. Eravamo vittime di una maledizione, dovevamo scusarci per quello che abbiamo fatto». Lo scorso ottobre i discendenti di Baker sono stati invitati al villaggio Nabutautau: dieci di loro sono arrivati dall’Australia e hanno assistito alla cerimonia. Il rito, durato 6 ore, s’è svolto alla presenza del primo ministro delle Figi Laisenia Qarase, e di 600 abitanti (anche dei paesi vicini): una dozzina di guerrieri a torso nudo e gonnellino di fronde, ha ricostruito «i momenti della tragedia». Poi una mucca è stata offerta in sacrificio, e una scarpa (l’unica parte del reverendo che non venne mangiata) regalata ai parenti di Baker.