Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 20 novembre 2003
Trovata la prova dell’amore dell’imperatore Adriano (76 - 138 d.C.) per il suo schiavo greco Antinoo, affogato nel Nilo a soli 21 anni (130 d
Trovata la prova dell’amore dell’imperatore Adriano (76 - 138 d.C.) per il suo schiavo greco Antinoo, affogato nel Nilo a soli 21 anni (130 d.C.): un giardino egizio (nella foto a destra) fatto costruire per il suo giovane amante. stato scoperto nella villa di Adriano a Tivoli, vicino Roma, e risale al 134 d.C. Sono stati trovati anche diversi frammenti di sculture in stile egizio. Adriano aveva una moglie e numerose amanti, ma il suo favorito era Antinoo che descrisse come un «bello e languido giovane». Quando il ragazzo morì, l’imperatore lo innalzò al rango di una divinità. E in Egitto, nel luogo dove fu trovato il suo corpo, fece costruire una tomba. Intorno sorse la città di Antinopoli, dove Adriano diffuse il culto del suo amante associato al dio egizio dei morti Osiride. Proprio una statua del giovane in veste di Osiride venne trovata nella villa di Tivoli nel ’700 e oggi è esposta al Museo Capitolino. Per questo, si pensa che il giardino appena scoperto fosse in suo onore.