Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 20 novembre 2003
Incatenato mentre veniva travolto dalla lava del Vesuvio che cancellò Pompei nel 79 d.C.. Era solo uno schiavo, senza possibilità di fuga
Incatenato mentre veniva travolto dalla lava del Vesuvio che cancellò Pompei nel 79 d.C.. Era solo uno schiavo, senza possibilità di fuga. A Pompei, infatti, gli schiavi venivano legati per evitare fughe notturne. Il suo dramma riemerge oggi, dopo che Bun-ei Tsunoda, direttore dell’Istituto giapponese di studi paleologici di Kyoto, ne ha scoperto il corpo, nei pressi del più antico museo all’aperto del mondo. In posizione fetale, ancora con la catena ai piedi, era come incastonato in un cumulo di lava. Che si tratta dello scheletro di un uomo, lo si deduce dalla lunghezza della tibia. Accanto, c’erano invece quelli che sembrano i resti di una donna, vittima anch’essa dell’esplosione del vulcano. Oltre ai due corpi, entrambi col cranio schiacciato, sono stati recuperati un anello e una fibbia in ferro usata per reggere la veste. L’équipe giapponese continua a lavorare nell’area, sperando di riuscire a comprenderne meglio l’origine.