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 2003  novembre 20 Giovedì calendario

GALATI Giuseppe

GALATI Giuseppe Catanzaro 13 luglio 1961. Politico. Procuratore legale. Eletto alla Camera nel 1996, 2001, 2006, 2008 (da ultimo col pdl). Sottosegretario alle Attività produttive nel Berlusconi II e III (2001-2006), all’Istruzione nel Berlusconi IV (dal 14 ottobre 2011). Nel novembre 2003 fu coinvolto nello scandalo cocaina che portò all’arresto di Serena Grandi. • «Non è ancora un nome di grande richiamo ma nel palazzo della politica le sue quotazioni [...] erano decisamente in ascesa. Tanto che ad ogni accenno di un rimpasto nel governo il suo nome cominciava a circolare come possibile ministro in quota Udc. [...] Sotto segretario alle Attività produttive, Galati è, o quantomeno era, una delle grandi promesse di quella che fu l’area democristiana, più vicino a Casini che non a Follini assicurano gli intenditori, ma comunque ben visto dai capi del suo partito. “Homo novus”, che però ha acquistato i modi e lo stile di un dc vecchia maniera: le passeggiate a braccetto, le pacche sulle spalle, le grandi cene politiche e, soprattutto, quella spiccata attenzione ai bisogni della sua terra, che fu un tempo feudo di Ciccio Misasi, il più potente dc della Calabria. Galati non è sposato e non ha figli. Vive da solo in un bell’appartamento a Roma. Ha un carattere allegro e conviviale. Ama uscire. Frequenta ristoranti e locali di cui spesso conosce i gestori. Quando torna a Lamezia Terme, cosa che fa non appena gli impegni di governo glielo permettono, va a trovare i suoi genitori in quella che è rimasta la sua casa d’origine. Ha fatto studi classici, si è laureato in giurisprudenza e subito è entrato nel movimento giovanile della Democrazia cristiana. Fu tra i fondatori del Ccd dopo il disfacimento della Balena bianca in seguito a Tangentopoli e nel marzo del 1994, ad appena 33 anni, si candidò alla Camera con il Polo delle Libertà. Il giorno dopo le elezioni esplose una controversia. La vittoria venne assegnata al candidato di centrosinistra, Italo Reale, con uno strettissimo margine. Ma Galati contestò l’esito del voto e la Giunta delle elezioni della Camera gli diede ragione. Pochi mesi dopo la Lega se ne uscì dal governo, ci fu il “ribaltone” e la nuova maggioranza alla Camera respinse la decisione della Giunta. Galati divenne finalmente onorevole due anni dopo. Sbarcato a Roma cominciò a tessere alleanze, a coltivarsi amicizie preziose, a farsi apprezzare non solo nel suo partito ma in tutto il Polo delle Libertà. Il gran salto giunse con la vittoria elettorale del 2001. A quarant’anni diventò sotto segretario alle Attività produttive. Sfruttò la sua nuova posizione per crearsi una rete di conoscenze importanti nel mondo dell’imprenditoria. Viaggiò all’estero. Nel 2002 fece pubblicare una collezione dei suoi discorsi: Un anno di governo, tra speranza e realtà. La presentazione si svolse alla Camera e il parterre fu di gran richiamo: capitani d’industria, cardinali, grandi firme. “Galati studia da ministro”, si disse allora» (Andrea di Robilant, “La Stampa” 20/11/2003) • Il 24 settembre 2007 ha sposato la collega (Leghista) Carolina Lussana: «Lei sostiene che era un po’ preoccupata delle reazioni, ma che il grande capo Umberto Bossi l’ha rassicurata, paterno: “Tranquilla, nessuno potrà mai attaccarti per questo”. Lui sostiene che “certo, gli amici sono rimasti stupiti e c’è sempre qualcuno che fa la battuta idiota”, ma che comunque va tutto bene e pure Casini “è molto contento, anche se ha il suo matrimonio a cui pensare”. Loro, i guastafeste, sono un nugolo di sedicenti leghisti, che sul forum dei Giovani padani, al grido di “mai con un terùn”, sostengono manzonianamente che questo matrimonio “non s’ha da fare”. Che è “un tradimento” e che va bene tutto, “ma mettersi con i democristiani mafiosi proprio no”. Lei è Carolina Lussana, 35 anni bionda deputata leghista, segnalata in forte ascesa nel borsino del Carroccio. Lui è Giuseppe Galati, 46 anni, deputato dell’Udc dalla vita movimentata, segnalato in alcune intercettazioni non del tutto edificanti. Lei di Bergamo, lui di Lamezia Terme. Lei alta e bionda, lui bassino con i capelli neri e trapiantati. La “strana coppia” si sposa il 24 settembre, nello sconcerto generale. La Lussana sbarca a Roma nel 2001 e diventa subito amica di Alessandro Cè, capogruppo della Lega poi richiamato a Milano, e di un deputato dell’Ulivo. All’inizio sgobba molto e si diverte poco. Temi difficili: infibulazione, Islam, Dico. Alcuni giovani militanti la perseguitano per mesi, aspettandola alle feste della Lega, nella speranza di strapparle un sorriso. Lei lavora duro, mettendo a frutto la sua laurea in Giurisprudenza. Poi la dolce vita romana comincia a coinvolgerla. I corteggiatori non le mancano. Lei risponde sferzante: “Ci sono in giro tante femmine e poche donne vere”. Sempre in tacchi alti, elegante e snella, ripete spesso: “La galanteria è importante: al ristorante devono pagare gli uomini”. Le amiche la perdono di vista, single, pochi mesi fa. E la ritrovano sui giornali [...] promessa sposa. Per il Carroccio è uno choc. Per mesi la Lussana tace la relazione, perfino agli amici. E quando, nell’ultima cena ad Arcore Roberto Calderoli accenna alla liaison, in casa Berlusconi scende il gelo. Casini aveva cominciato a sospettare qualcosa solo quando si era trovato la Lussana al funerale di uno dei genitori di Galati. Nella Lega non ha nemici. Ma ora? Un dirigente del Carroccio confida le sue perplessità: “Come faremo a fidarci ancora di lei?”. Qualche giovane padano, sul forum, è scatenato: “Pensavamo che facesse sul serio e invece ci prendeva per il culo a manetta. Lussana, sii coerente”. Qualcuno dei meno “giovani”, prova a difenderla: “Anche Bossi ha sposato una siciliana». “Sì, ma non lavora a Roma in un partito di schifosi democristiani”. I due “promessi onorevoli” non sembrano preoccupati. Hanno affidato a Vanity Fair l’esclusiva della loro storia [...] Non si è trattato di un colpo di fulmine, spiega Carolina: “Ci siamo conosciuti anni fa, ma solo ora ho sentito che era l’uomo giusto per creare una famiglia”. Giuseppe, detto Pino, conferma: “A me aveva colpito subito: più che del Nord Italia sembrava una svedese. Stavo bene da scapolo, ma la perdita di entrambi i genitori mi ha fatto riflettere. Ho sentito l’esigenza di costruire qualcosa. Tra l’altro Carolina piaceva molto ai miei”. E le differenze ideologiche? Carolina la mette così: “Potrei cercare di convertirlo, ma la vedo dura. Nord e Sud devono unirsi contro Roma”. Pino è pronto a darle una mano: “Ho sempre compreso il fenomeno Lega. Sono favorevole alla devoluzione per il Sud. E poi sono parlamentare da 12 anni: inizio a essere attratto anche da altro”. Galati ha una vita turbolenta. Il suo nome finisce in un’inchiesta su cocaina e squillo. Dimostra l’esuberanza del fuori sede, simile a quella di Cosimo Mele, protagonista di un festino a luci rosse. “Una brutta storia quella di Mele — commenta la Lussana —. Da donna il giudizio non può essere che pesante: questa scusa maschilista che gli uomini non possono stare tre giorni lontano dal sesso è ridicola”. Più composito il giudizio di Galati: “Le umane debolezze esistono. Roma è piena di tentazioni. Fino a quando sono stato single, amando le belle donne, è chiaro che ho vissuto. Ma c’è un tempo per ogni cosa”. Il lieto fine è previsto per il 24 settembre, sul lago di Como, in Chiesa. Poi vivranno insieme, ma solo durante la settimana, come spiega Galati a Vanity Fair: “Quando le ho fatto la proposta di matrimonio, le ho chiesto: vuoi vivere in questa splendida città, con me, per sempre? Che cosa vuole che le dica, sarà un ‘per sempre’ da martedì a giovedì”» (Alessandro Trocino, “Corriere della Sera” 8/8/2007).