Carlo Grandini, ཿCorriere della Sera 20/11/2003;, 20 novembre 2003
Sandra Inverardi, ventisettenne cieca dal 1996, partecipa a gare rally come navigatore: "Una decina di giorni prima della gara mi viene dato, come a tutti, il radar in bianco e nero, un ”road book” che io e i miei collaboratori trascriviamo al computer
Sandra Inverardi, ventisettenne cieca dal 1996, partecipa a gare rally come navigatore: "Una decina di giorni prima della gara mi viene dato, come a tutti, il radar in bianco e nero, un ”road book” che io e i miei collaboratori trascriviamo al computer. Il testo prodotto viene elaborato in braille all’Unione Ciechi. Alla fine esce un quaderno con le indicazioni stradali che io sono in grado di leggere al mio pilota. Gli stop, gli incroci, le svolte della strada io li riconosco dalle mie note in Braille. dura sui rettilinei. Qui le note possono dire di andare diritto fino a un certo cartello, che io non posso vedere. Ed è allora che deve intervenire il feeling tra un pilota e un navigatore non vedente. Il pilota, quando scorge quel cartello, mi dice: ok. E mi chiama la nota successiva".