Marxiano Melotti Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 19 novembre 2003
Le somiglianze tra Galgano e Artù sono evidenti. Il nome stesso del santo ricorda quello di un celebre eroe del ciclo arturiano, Galvano
Le somiglianze tra Galgano e Artù sono evidenti. Il nome stesso del santo ricorda quello di un celebre eroe del ciclo arturiano, Galvano. Inoltre, come Artù riunisce i suoi cavalieri attorno alla Tavola rotonda, simbolo di concordia, così Galgano edifica per gli apostoli un santuario circolare. Ma la somiglianza più sorprendente è la spada, capace di penetrare nella roccia. In entrambi i casi l’arma è un’attestazione di sovranità. Se Galgano, però, si priva della sua spada infiggendola nella roccia, per attestare la sovranità di Dio sulle terre della futura abbazia, Artù la estrae, mostrando di essere il predestinato pretendente di un trono. Nel mito di San Galgano questa sovranità è riservata solo a Dio: nessuno può impadronirsi della spada. Quando i ladri tentarono di estrarla, la spada si spezzò. Ma un miracolo la fece tornare intatta. Non è raro che, nel mito, alle armi sia riservato il compito di attestare una legittima pretesa di sovranità. Si pensi a Ulisse: è il solo che riesce a tendere l’arco custodito nella reggia e a tornare così in possesso del suo regno.