Antonio Armano Macchina del Tempo, gennaio - febbraio 2003 (n.1), 19 novembre 2003
LE RADICI
NELLA PREISTORIA
Nel Pleistocene (da 2 milioni a 11mila anni fa) l’uomo conosceva già l’arte di conciare le pelli, per proteggersi dal freddo, mimetizzarsi durante la caccia o assumere un aspetto minaccioso in guerra. Gli Egizi preservavano gli animali: cani, gatti e uccelli sono stati ritrovati mummificati nelle tombe. Ma la prima tassidermia nota è quella su alcuni gorilla, osservati a Cartagine dal navigatore Hanno nel 500 a. C. Per arrivare alla messa a punto per scopi ornamentali o scientifici bisogna attendere il XVIII secolo, con una delle più antiche collezioni Sloane, a South Kensington, in Inghilterra. L’Ottocento è il periodo d’oro della tassidermia con il perfezionamento di tecniche tuttora valide.